A Curno gli animali non sono più i benvenuti nei parchi pubblici. È quanto stabilisce il nuovo Regolamento comunale per l’uso dei parchi e giardini, approvato in Consiglio comunale quasi senza clamore, ma destinato a far discutere. Il provvedimento introduce un divieto assoluto di accesso per qualsiasi animale, cani compresi, all’interno delle aree verdi comunali.
Una scelta drastica, contenuta all’interno dell’articolo 3 del regolamento, che elenca in ordine alfabetico una lunga serie di comportamenti vietati. Al comma “n)” si legge chiaramente: «vietato l’ingresso di animali di qualsiasi specie e/o razza». Una formulazione che non prevede eccezioni, nemmeno per gli animali domestici condotti al guinzaglio o per i cani guida.
La misura ha sollevato forti critiche, soprattutto da parte dei proprietari di cani, che si ritrovano ora privati della possibilità di accedere ai parchi comunali con il proprio animale, anche solo per una passeggiata. La decisione appare ancora più discutibile alla luce delle tante esperienze positive in ambito sanitario e sociale, come la pet therapy, ormai ampiamente riconosciuta per i suoi benefici psicofisici.
Un divieto assoluto potrebbe rivelarsi illegittimo, secondo quanto stabilito da precedenti giurisprudenziali. Nel 2016 il Tar del Lazio ha annullato un’ordinanza simile adottata da un altro Comune, definendola sproporzionata e lesiva della libertà di circolazione dei cittadini accompagnati da animali domestici. La sentenza stabilì che un regolamento del genere deve essere bilanciato e tenere conto anche dei diritti di chi possiede un cane e rispetta le regole del vivere civile.
Il caso di Curno riapre dunque il dibattito tra educazione e divieti, tra buon senso e burocrazia. Molti si chiedono se il divieto totale sia davvero la soluzione migliore rispetto a una regolamentazione che consenta l’accesso, per esempio, in spazi delimitati o a patto di rispettare determinate norme igienico-sanitarie.
Nel frattempo, c’è chi ipotizza ricorsi legali per chiedere la sospensione o la modifica del regolamento. In molti ritengono che vietare l’accesso anche ai cani condotti con responsabilità non solo penalizzi i cittadini, ma crei una discriminazione non coerente con altre normative in vigore a livello nazionale e regionale.
Resta da vedere come verrà applicata nel concreto la nuova disposizione. Le forze di polizia locale saranno chiamate a far rispettare il divieto? E con quali priorità? Le multe verranno elevate anche a chi porta a spasso il cane al guinzaglio, magari senza causare alcun disagio? Domande che al momento restano senza risposte chiare, ma che stanno alimentando un crescente malcontento tra i residenti.
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