Ponteranica, accusa la compagna di tradimento e tenta di accoltellarla

Notte di violenza domestica in Val Brembana: un 29enne peruviano arrestato dopo aver aggredito la convivente sotto l’effetto dell’alcol

carabinieri

 Un nuovo episodio di violenza domestica ha scosso la comunità di Ponteranica, dove una lite degenerata in aggressione armata si è conclusa con due feriti lievi e un arresto. Solo una reazione istintiva e l’intervento di altre persone presenti hanno evitato conseguenze ben più gravi.

Protagonista della vicenda è un cittadino peruviano di 29 anni, residente nella zona, che nella notte tra domenica e lunedì ha tentato di colpire la compagna con un coltello, convinto che lo stesse tradendo. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, è stato poi arrestato dai carabinieri con le accuse di lesioni e maltrattamenti.

La lite degenerata in aggressione

Secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, la relazione tra i due era iniziata da pochi mesi, ma fin dall’inizio era stata caratterizzata da frequenti discussioni, spesso legate all’abuso di alcol. Una situazione già tesa, che nelle prime ore del mattino è precipitata in modo improvviso.

Erano circa le due di notte quando è scoppiata l’ennesima lite all’interno dell’abitazione. L’uomo avrebbe accusato la compagna di averlo tradito con un amico, presente in quel momento in casa. Dalle parole si è rapidamente passati ai fatti: il 29enne ha afferrato un coltello con una lama di circa venti centimetri e ha cercato di colpire la donna al volto.

Il gesto che evita il peggio

Un riflesso istintivo ha cambiato l’esito dell’aggressione. La donna ha alzato la mano per proteggersi e il fendente l’ha colpita alla mano, provocandole una ferita giudicata guaribile in sette giorni. Se il colpo fosse andato a segno, le conseguenze sarebbero potute essere drammatiche.

Nel caos dei momenti successivi, l’amico accusato di essere l’amante è intervenuto, riuscendo a disarmare l’aggressore. Durante la colluttazione anche lui ha riportato ferite alle mani, fortunatamente lievi. Un terzo uomo, coinquilino della coppia, ha poi avuto la prontezza di trascinare l’aggressore all’esterno dell’abitazione, confinandolo fuori casa fino all’arrivo dei carabinieri.

L’arresto e la decisione del giudice

Quando i militari sono arrivati sul posto, l’uomo si trovava ancora in forte stato di alterazione alcolica. È stato immediatamente arrestato e condotto in carcere. Nella giornata di martedì 30 dicembre, il 29enne è comparso davanti al gip Beatrice Purita per l’udienza di convalida.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Brevi, ha chiesto l’applicazione di misure cautelari meno afflittive, come gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma. Il giudice, però, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato, disponendo la custodia cautelare in carcere e confermando l’arresto.

Redazione

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