Situazione baby gang e sicurezza a Bergamo: un’analisi tra iniziative e problematiche

Il confronto tra le autorità locali sulla sicurezza a Bergamo: posizioni e sviluppi tra dicembre 2025 e gennaio 2026. La denuncia della rivista on line Socialbg

La questione della sicurezza a Bergamo, in particolare per quanto riguarda le baby gang, ha occupato un posto centrale nel dibattito pubblico e nelle dichiarazioni delle autorità locali. La rivista online Socialbg ha raccolto e commentato gli eventi significativi accaduti tra dicembre 2025 e gennaio 2026, dando spazio alle opinioni e alle azioni intraprese dalle forze dell’ordine. Tra bilanci di fine anno, arresti, e tentativi di furto, le posizioni dei rappresentanti locali sulla gestione della sicurezza sembrano delinearsi con maggiore chiarezza.

Il Prefetto e il Questore sulla sicurezza a Bergamo

Il prefetto Luca Rotondi, in un’intervista rilasciata il 16 dicembre 2025 a L’Eco di Bergamo, ha parlato positivamente delle iniziative di coordinamento tra le forze di polizia, dichiarando che queste hanno portato a una “situazione complessivamente accettabile e positiva”. La sua affermazione denunciava un certo ottimismo riguardo ai progressi nella gestione delle problematiche legate alla sicurezza.

Nel contesto delle iniziative per contrastare il fenomeno delle baby gang, il questore Andrea Valentino (che, in quel periodo, stava per essere trasferito) ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, soprattutto per la risoluzione di un omicidio avvenuto in via Tiraboschi. Valentino ha anche sottolineato l’importanza degli interventi alle pensiline della stazione di Bergamo, elementi strategici per la sicurezza dei cittadini.

Le baby gang a Bergamo: rapine e aggressioni

Tra il 18 e il 19 dicembre 2025, la città è stata scossa da un episodio di rapina ai danni di otto ragazzini, che sono stati aggrediti da una baby gang armata di spray urticante in zona stazione e piazzale Teb. Questo episodio ha messo in evidenza la crescente pericolosità di gruppi giovanili che agiscono con modalità violente e organizzate. Subito dopo, il 19 dicembre, è stato arrestato un 19enne accusato di essere uno degli autori delle aggressioni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti denunce. Nonostante la richiesta di custodia cautelare in carcere da parte del PM, il giudice per le indagini preliminari (GIP) ha disposto per il giovane gli arresti domiciliari, una decisione che ha suscitato diverse polemiche.

Il 21 dicembre 2025, a Milano, quattro giovanissimi provenienti dalla provincia di Bergamo hanno aggredito un quindicenne. L’aggressore maggiore, un ventenne tunisino residente al dormitorio del Galgario di Bergamo, è stato arrestato e portato a San Vittore, mentre i tre minorenni sono stati trasferiti al Beccaria. Questo episodio ha sollevato interrogativi sulle dinamiche delle baby gang che sembrano estendersi oltre i confini di Bergamo.

Il bilancio della Polizia di Stato e l’invito alla collaborazione

Il 27 dicembre 2025, durante la presentazione del bilancio di fine anno della Polizia di Stato, il questore Valentino ha dichiarato che il fenomeno delle baby gang è “da non trascurare” e ha sottolineato la necessità di una presenza continua delle forze di polizia. Valentino ha evidenziato che l’aumento dei controlli in zona stazione e ai Propilei ha evitato numerosi episodi criminosi, ma ha anche fatto presente che alcune situazioni di degrado non possono essere risolte solo dalla Polizia di Stato. Ha quindi invitato i cittadini a segnalare e denunciare ogni episodio sospetto, auspicando una maggiore collaborazione tra forze dell’ordine e comunità.

Il fenomeno del “trasferimento” e le zone a rischio

Il 28 dicembre 2025, un giornalista del Corriere della Sera ha sollevato il dubbio che, nonostante gli sforzi compiuti, il problema delle baby gang fosse stato solo “spostato” altrove, piuttosto che risolto. Il questore Valentino ha risposto a queste preoccupazioni affermando che la dispersione dei gruppi in vari punti della città aveva costretto anche chi gestiva lo spaccio a dividere le proprie attività, un segnale che le forze dell’ordine stessero riuscendo a limitare i movimenti di questi gruppi.

I dubbi sulla sicurezza e i continui furti

Nonostante gli interventi delle forze dell’ordine e le dichiarazioni ottimistiche, il 2 gennaio 2026 il giornale Prima Bergamo ha posto una domanda provocatoria: “E questo sarebbe un successo? Un obiettivo raggiunto?”. La risposta alle preoccupazioni dei cittadini sembra non essere ancora chiara. Nello stesso giorno, infatti, si è verificato il terzo tentativo di furto nel giro di un mese nel cuore di Bergamo, precisamente in via Vittorio Emanuele, segnalando che, nonostante gli sforzi per aumentare la sicurezza, il crimine sembra non dare tregua.

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