Rapina in via Gavazzeni: minacce, calci e fuga nel Morla, arrestati due minorenni

Nel pomeriggio del 9 gennaio a Bergamo due ragazzi di 14 e 15 anni fermati dalla Polizia dopo due colpi in pochi minuti nella zona della stazione

 Un pomeriggio di violenza e paura in zona stazione a Bergamo. Venerdì 9 gennaio la Polizia di Stato ha arrestato due minorenni di 14 e 15 anni con l’accusa di rapina aggravata e continuata in concorso, al termine di un intervento che ha incluso un inseguimento conclusosi nel letto del torrente Morla. Gli investigatori stanno ora lavorando per identificare altri giovani che avrebbero preso parte alle azioni criminali.

Secondo quanto ricostruito, le rapine si sono consumate in pochi minuti, nel primo pomeriggio, in una zona particolarmente frequentata. Il primo allarme è scattato tramite il Nue 112, con una segnalazione arrivata alla Sala operativa della Questura da parte di un ragazzo minorenne. La vittima ha raccontato di essere stata avvicinata in via Gavazzeni, all’angolo con corso Europa, da un gruppo composto da tre o quattro coetanei.

Sotto minaccia, il giovane sarebbe stato costretto a consegnare un paio di AirPods. Al suo rifiuto di cedere anche l’altro auricolare, uno dei componenti del gruppo lo avrebbe strappato con forza dall’orecchio, per poi allontanarsi rapidamente insieme agli altri. Un’azione rapida, violenta e mirata, che ha fatto scattare immediatamente le ricerche.

Sul posto sono intervenuti tre equipaggi dell’Ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico, che hanno avviato le verifiche nella zona. Proprio durante i controlli, un’altra pattuglia è stata fermata da due giovani appena maggiorenni, che hanno riferito di aver subito una seconda rapina, attribuita agli stessi minorenni.

Il secondo episodio sarebbe avvenuto nei pressi del sovrappasso ferroviario di via Gavazzeni. In questo caso, le vittime sono state minacciate verbalmente e colpite con calci alle gambe, prima di essere costrette a consegnare un cappellino di una nota marca e un pacchetto di sigarette. Un racconto che ha rafforzato l’ipotesi di rapina aggravata, vista la violenza utilizzata.

Le ricerche si sono concentrate lungo la ciclabile in direzione di via Ozanam, dove gli agenti sono riusciti a intercettare i presunti responsabili. Uno dei due minorenni è stato bloccato immediatamente, mentre l’altro ha tentato una fuga disperata, imboccando il percorso pedonale e scendendo nel letto del torrente Morla.

L’inseguimento si è concluso proprio in acqua, dove un agente è riuscito a raggiungere e fermare il ragazzo, anche per evitare che potesse mettere a rischio la propria incolumità. Un epilogo che testimonia la pericolosità della situazione e la rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine.

I due minorenni, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, sono stati trasferiti in Comunità. La refurtiva – AirPods e cappellino – è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari al momento della formalizzazione delle denunce.

Restano aperti gli accertamenti per individuare eventuali altri componenti del gruppo che avrebbe partecipato alle rapine. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana e della devianza minorile, soprattutto in aree sensibili come quella della stazione, dove il flusso costante di persone rende più frequenti episodi di microcriminalità.

Redazione

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