La solennità religiosa e il voto della comunità
La comunità di Casnigo celebra domenica 18 gennaio la festa di san Sebastiano, patrono civico, con una giornata che intreccia spiritualità, storia e vita istituzionale. Alle 10.30, nella chiesa arcipresbiterale plebana di San Giovanni Battista, si tiene la solenne concelebrazione eucaristica, animata dalla Corale Madonna d’Erbia e dal Corpo musicale “Angelo Guerini”. Durante la funzione è prevista l’accensione del cero votivo all’altare del Santo da parte del sindaco Enzo Poli.
Il gesto richiama un voto antico e profondamente radicato nella memoria collettiva: nel 1630, durante la peste che in poche settimane causò la morte di oltre 800 persone su circa 1300 abitanti, la comunità casnighese si affidò alla protezione di san Sebastiano.
San Sebastiano e il legame con l’amministrazione comunale
Dal 2008 san Sebastiano è formalmente riconosciuto come patrono dell’amministrazione comunale di Casnigo, rafforzando un legame che affonda le radici nella storia civile e religiosa del paese. Al Santo è dedicato, fin dal 1797, un altare della chiesa parrocchiale, dominato da una pala del secondo Seicento realizzata da Carlo Ceresa.
Ai piedi della figura di san Sebastiano è raffigurato l’antico stemma del Comune di Casnigo con un toro, richiamo allo storico soprannome dei casnighesi, “bugì”, ovvero vitellini. Per molti fedeli questo altare è conosciuto anche come altare della Madonna d’Erbia, per il dipinto del gandinese Bombardieri collocato nello stesso spazio nel 1823.
La benedizione degli autoveicoli in piazza
Al termine della celebrazione mattutina, i festeggiamenti proseguono in piazza San Giovanni Battista, dove per l’arciprete don Massimo Cornelli è in programma la benedizione degli autoveicoli, un momento partecipato che rinnova il legame tra devozione popolare e vita quotidiana della comunità.
L’incontro culturale tra arte e controriforma
Nel pomeriggio, alle 16, sempre nella chiesa arcipresbiterale, è invece in calendario il seminario storico-artistico “Controriforma: la tribuna dell’altare maggiore della chiesa di San Giovanni Battista”. L’intervento è affidato a Federico Cattaneo e approfondisce la storia della tribuna dell’altare maggiore, a lungo attribuita a Grazioso Fantoni il Vecchio.
Studi più recenti hanno invece chiarito che l’opera fu commissionata nel 1636 ad Antonio Montanino da Brescia e che la doratura venne realizzata nel 1659 a spese della locale Misericordia. L’incontro è arricchito dagli intermezzi musicali del gruppo Folksvaghen, che accompagnano il pubblico in un percorso tra arte, storia e musica.

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