I numeri del Codice rosso tra dicembre e gennaio
Dal 15 dicembre al 15 gennaio, la Compagnia dei Carabinieri di Bergamo ha dovuto gestire 41 denunce legate a reati riconducibili al cosiddetto «Codice rosso», il protocollo che garantisce una corsia preferenziale ai casi di violenza di genere e domestica. Nel dettaglio, si contano 30 denunce per maltrattamenti in famiglia, otto per atti persecutori (stalking), due episodi di diffusione illecita di immagini intime – il cosiddetto revenge porn – e una tentata violenza sessuale.
L’attività, svolta sotto il coordinamento della Procura di Bergamo, ha comportato e comporta l’attivazione immediata delle misure di tutela previste dalla legge, a partire dalla valutazione del rischio per le vittime fino al coinvolgimento dei centri antiviolenza presenti sul territorio.
Interventi e arresti per violenze in ambito familiare
Dietro ai dati emergono situazioni familiari complesse e spesso caratterizzate da episodi ripetuti di violenza. Ad Azzano San Paolo, il 17 dicembre, i Carabinieri intervengono per una violenta lite domestica: un uomo di 44 anni viene denunciato per maltrattamenti e minacce di morte alla moglie. Durante l’operazione, l’uomo aggredisce e minaccia anche i militari, aggravando la propria posizione con una denuncia per violenza a pubblico ufficiale.
Violazione delle misure cautelari e carcere
Un altro episodio significativo si registra ad Albino, dove il 26 dicembre viene arrestato un 42enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti maltrattamenti nei confronti della moglie. Nonostante fosse sottoposto a divieto di avvicinamento e all’allontanamento dalla casa familiare, l’uomo viene trovato all’interno dell’abitazione della donna, violando apertamente le prescrizioni imposte dal giudice.
A Montello, invece, le indagini consentono di ricostruire una lunga serie di minacce e vessazioni in ambito domestico. Un 37enne, inizialmente denunciato, viene arrestato il 10 gennaio e trasferito in carcere dopo che il quadro accusatorio si aggrava, rendendo necessaria una misura più restrittiva.
Maltrattamenti ai genitori: il caso di Zanica
Tra i casi più delicati figura quello avvenuto a Zanica, dove un 25enne viene arrestato il 14 gennaio per continui maltrattamenti nei confronti della madre convivente. In questa circostanza, il giudice valuta come insufficiente la sola misura dell’allontanamento dalla casa familiare, disponendo una restrizione più severa per garantire la sicurezza della vittima.
Prevenzione e rete di supporto alle vittime
L’azione delle forze dell’ordine si inserisce in una più ampia campagna di sensibilizzazione portata avanti congiuntamente da Carabinieri e centri antiviolenza, finalizzata a incoraggiare le denunce e a contrastare l’isolamento delle vittime. Ogni intervento rientrante nel Codice rosso prevede un approccio integrato, che unisce l’azione repressiva alla protezione immediata delle persone offese, attraverso strumenti giuridici e il supporto della rete territoriale.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.