Città Alta sta cambiando volto, trasformandosi da quartiere residenziale a polo turistico sempre più marcato. A certificarlo è un approfondito studio del ricercatore Nino Gandini, 96 anni, ex responsabile del settore ricerca di Italcementi, che da anni analizza dati demografici e commerciali del capoluogo orobico. Il suo nuovo report, realizzato insieme alla docente universitaria Federica Burini, evidenzia una trasformazione urbana profonda e accelerata, al centro della quale ci sono gli affitti brevi, la scomparsa dei negozi di vicinato e l’aumento esponenziale dei locali per la ristorazione.
L’indice di densità turistica — il rapporto tra posti letto e popolazione residente — nelle Mura ha raggiunto il 41,5% a fine 2023, contro una media cittadina di appena il 7,5%. Si tratta di un valore più di sei volte superiore rispetto al resto di Bergamo, dove la presenza turistica media, secondo Visit Bergamo, si attesta attorno al 10%. I dati prendono in esame anche il quartiere di Borgo Canale, storicamente legato a Città Alta per struttura e dinamiche sociali.
La popolazione residente all’interno delle Mura si è stabilizzata attorno ai 2.500 abitanti, ma la pressione turistica è cresciuta senza sosta: 5.792 posti letto sono oggi legati agli affitti brevi, cui si aggiungono 2.700 posti in hotel e 324 nei B&B tradizionali, per un totale vicino ai 9.000 posti letto in città.
Un commercio che cambia: addio ai negozi storici
Oltre alla pressione turistica, l’analisi di Gandini riportata da Corriere Bergamo mette in luce un profondo mutamento del tessuto commerciale. Confrontando i dati di tre censimenti (1976, 2013 e 2024), emergono tendenze nette: i ristoranti sono passati da 20 a 51 in 50 anni; i bar restano stabili a quota 12; gli artigiani sono crollati da 27 a 3; i parrucchieri sono passati da 7 a 2; i fruttivendoli da 7 a 1 solo esercente; i negozi di alimentari si sono ridotti da 16 a 4 e anche i negozi di abbigliamento hanno perso terreno: da 27 a 17 in 12 anni.
Nel frattempo sono comparse nuove attività legate direttamente al turismo, come depositi bagagli e agenzie per la gestione degli affitti brevi, chiari segnali di una trasformazione che sposta il baricentro economico e sociale del quartiere.
Le proposte per riequilibrare la città
Per Gandini, la chiave per mitigare l’impatto della turistificazione è ripopolare il centro storico, favorendo il ritorno dei residenti. Una delle leve potrebbe essere una modifica dell’imposta di soggiorno, vincolando una parte delle risorse incassate al sostegno degli affitti lunghi e all’housing sociale.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.