Da Sovere alla Costa d’Avorio: un ponte di solidarietà lungo 7.000 km

Una delegazione guidata dalla sindaca Cadei porta materiale scolastico e affetto alla missione di Agnibilékrou. Un viaggio che unisce cuori, comunità e memoria

 Un carico di quaderni, colori e umanità è pronto a partire da Sovere verso Agnibilékrou, in Costa d’Avorio. A guidare questa missione simbolica e concreta sarà Federica Cadei, sindaca del comune bergamasco, insieme a insegnanti, dirigenti scolastici e una madre con un bagaglio di emozioni profondissime. L’obiettivo è portare sostegno educativo e umano ai bambini della missione ivoriana dove opera Walter Negrinotti, volontario originario di Endine Gaiano, punto di collegamento tra le due comunità.

Il viaggio partirà venerdì 13 febbraio e vedrà protagonisti, oltre alla sindaca Cadei, anche Salvatore Lentini, dirigente dell’istituto comprensivo di Sovere, le insegnanti Marica Zorzi e Carmen Scandella, e Anna Balduzzi, DSGA dell’istituto di Rovetta. Con sé porteranno zaini, biro, quaderni e materiale sensoriale per l’apprendimento, frutto del lavoro scolastico e della generosità di famiglie, studenti e aziende vicine al progetto “Scuola senza zaino”.

“Torneremo arricchiti, cambiati, credo migliori”, ha dichiarato Lentini, sottolineando l’importanza di confrontarsi con realtà educative lontane, ma affini per valori e desideri. La preparazione al viaggio è avvenuta anche attraverso incontri con il centro missionario della diocesi, a testimonianza di un approccio attento e rispettoso.

Il gesto più toccante arriva però da Carmen Scandella, madre di Matilde Valeri, la giovane di Clusone scomparsa tragicamente l’estate scorsa. “Porterò con me i suoi vestiti, come lei avrebbe voluto”, racconta commossa. Una valigia donata dal marito diventa così simbolo di continuità affettiva e speranza, destinata alle ragazze della missione africana.

La missione di Agnibilékrou, dove opera Negrinotti, non si limita alla scuola: è attivo anche un centro di fisioterapia e riabilitazione per bambini disabili, una struttura preziosa in un contesto dove, spesso, la disabilità è ancora vissuta con stigma e isolamento. Ed è proprio questo lavoro silenzioso, quotidiano, ad aver ispirato l’intera comunità di Sovere, mobilitata nelle ultime settimane con una raccolta di materiali che a marzo partiranno via container per raggiungere la Costa d’Avorio.

“La risposta delle famiglie è stata commovente”, ha affermato la sindaca Cadei. “Tante persone hanno voluto partecipare, donando vestiti nuovi per chi ha meno. Questo viaggio è il frutto di una generosità collettiva che supera confini e differenze”.

Il ritorno è previsto per il 2 marzo, ma ciò che la delegazione porterà a casa andrà ben oltre i chilometri percorsi: sarà un bagaglio di esperienze, emozioni e incontri che arricchirà non solo i partecipanti, ma l’intera comunità scolastica e cittadina.

Redazione

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