Dopo dieci mesi dalla prima proclamazione, i Vigili del fuoco della provincia di Bergamo tornano allo stato di agitazione. Le organizzazioni sindacali Fns-Cisl, Uil-Fp, Conapo e Federdistat denunciano il mancato rispetto degli impegni assunti nella precedente procedura di conciliazione e annunciano la possibilità di uno sciopero provinciale. Al centro della protesta, una lunga serie di criticità che riguardano sicurezza, organizzazione del personale e condizioni strutturali delle sedi operative.
La prima mobilitazione risaliva all’aprile 2025 e si era conclusa con promesse di collaborazione. Tuttavia, secondo i rappresentanti dei lavoratori, le problematiche segnalate allora non sarebbero state risolte. Nel frattempo, a settembre, un episodio ha riacceso le tensioni: la presenza di un topo nella mensa del comando di via Codussi, con conseguente richiesta di intervento dell’Ats e chiusura della cucina. Un fatto che si inserisce, spiegano i sindacati, in un quadro più ampio di condizioni igieniche giudicate inadeguate.
Tra i punti più critici emerge la situazione del distaccamento aeroportuale di Orio al Serio. Le sigle parlano di servizio talvolta svolto da personale privo dei requisiti formativi previsti, nonostante specifiche disposizioni interne. Vengono inoltre segnalati continui spostamenti delle stesse unità verso l’aeroporto, con variazioni forzate degli orari di lavoro e ricorso allo straordinario. Una gestione che, secondo i sindacati, destabilizzerebbe il personale e inciderebbe sull’efficienza complessiva del dispositivo di soccorso.
Sempre a Orio, la mensa serale risulterebbe assente da mesi, con dubbi sulla corretta conservazione degli alimenti. Anche questo aspetto sarebbe già stato oggetto di esposti all’Ats. Le criticità si estendono poi alla Sala operativa, dove vengono segnalate richieste di giustificazione su scelte operative rivolte a contingenti volontari, e alla sede centrale, descritta come vetusta e in stato di incuria.
Secondo le organizzazioni sindacali, la caserma presenterebbe problemi strutturali e impiantistici, barriere architettoniche, spazi non idonei alla decontaminazione dei dispositivi di protezione individuale e persino accumuli di materiali potenzialmente pericolosi, come bombole di gpl. Vengono inoltre indicate carenze nelle misure anti-intrusione e non conformità impiantistiche in ambienti frequentati anche dal pubblico.
«Le azioni intraprese rappresentano il malcontento del personale per dinamiche irrisolte che si ripercuotono sul servizio di soccorso», ha dichiarato Matteo Cavalletti, segretario provinciale Fns-Cisl, sottolineando come, a un anno dalla precedente agitazione, non siano stati registrati cambiamenti concreti. Sulla stessa linea Gabriele Di Marzo, segretario aggiunto Uil-Fp, che evidenzia come il comando risulti «inadeguato sia per chi vi lavora sia per il personale civile che vi accede», citando normative non applicate in materia di igiene e accessibilità.
Anche Enzo Sinaguglia, segretario provinciale Conapo, richiama l’attenzione sulle criticità nella gestione del distaccamento aeroportuale, chiedendo un confronto formale e interventi immediati. I sindacati sono pronti a richiedere un nuovo incontro con il prefetto Luca Rotondi, dopo quello già avvenuto a luglio sui temi dell’ex Reggiani e della carenza di organico.
Dal comando provinciale arriva una replica improntata alla disponibilità al dialogo. Il comandante Vincenzo Giordano ha ricordato che lo stato di agitazione è uno strumento previsto dalla normativa e ha assicurato che l’ente opera nel rispetto delle regole per garantire la sicurezza dei dipendenti e il servizio di soccorso alla cittadinanza.
La vertenza resta aperta e potrebbe sfociare in uno sciopero nelle prossime settimane. In gioco non vi sono soltanto le condizioni di lavoro del personale, ma anche l’efficienza di un servizio essenziale per il territorio bergamasco.
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