La celebrazione musicale di Vincenzo Antonio Petrali a Gandino
Venerdì 27 febbraio, alle 20:45, la Basilica di Gandino ospiterà un evento unico, intitolato “Lux Aeterna”, che renderà omaggio a Vincenzo Antonio Petrali, uno dei maestri più influenti della musica sacra dell’Ottocento. Il programma è inserito in un contesto speciale, con la Raggiera dei maestri Caniana allestita nella Basilica, creando una scenografia suggestiva per l’esecuzione di brani che hanno segnato la storia della musica sacra.
Il libro su Vincenzo Antonio Petrali
Al centro della serata, la presentazione del libro “Vincenzo Antonio Petrali – il Principe degli organisti”, una monografia che ripercorre la vita e l’opera di uno degli organisti italiani più importanti della seconda metà del XIX secolo. L’autore del volume, Diego Ambrosioni, offrirà un approfondimento sul rapporto di Petrali con Gandino e il Triduo dei Morti, mentre Francesco Rizzoni, rettore del Museo della Basilica, presenterà la Raggiera, il meraviglioso allestimento che arricchirà la serata.
Il legame di Petrali con Gandino e il Triduo dei Morti
Vincenzo Antonio Petrali, nato a Crema nel 1830 e deceduto a Bergamo nel 1889, ha avuto un legame profondo con la Basilica di Gandino. Già nel 1858, fu incaricato di collaudare l’organo della Basilica, un’opera di Adeodato Bossi Urbani, dichiarando che «l’organo stesso è riuscito alla perfezione a tutta prova», elogiando la sua armonia e maestosità, in perfetta sintonia con la grandezza della Chiesa.
Nel 1866 e nel 1873, Petrali partecipò al Triduo dei Morti di Gandino, un evento liturgico che prevedeva la solenne celebrazione delle festività con organo, cori e strumenti. Come direttore dei “Contrappunti”, Petrali orchestrava composizioni monumentali, coinvolgendo fino a quaranta esecutori, rendendo queste celebrazioni un punto di riferimento per la musica sacra dell’epoca.
La musica di Petrali: il “Lux Aeterna” in prima esecuzione moderna
Un momento culminante della serata sarà l’esecuzione del Lux Aeterna, una composizione inedita di Petrali, che verrà proposta in prima esecuzione moderna dal giovane organista Tobia Sonzogni. Il brano, estratto dalla Messa da Requiem di Petrali, farà parte del repertorio del coro della Schola Cantorum “Luigi Canali”, che da anni accompagna liturgie e celebrazioni sacre a Gandino.
La pubblicazione del volume su Petrali
Il volume appena pubblicato presso l’editore Libreria Musicale Italiana di Lucca è un’opera che raccoglie la biografia, l’epistolario e un catalogo delle composizioni di Vincenzo Antonio Petrali. La monografia è il risultato del lavoro di ricerca condotto da Aldo Salvagno, musicologo e direttore d’orchestra, e Diego Ambrosioni, studioso e organista. Il libro, di ben 902 pagine, include documenti inediti, trascritti per la prima volta grazie agli archivi privati degli eredi del compositore, un contributo importante alla riscoperta dell’opera di questo grande maestro della musica sacra.
L’importanza di Petrali per la musica sacra italiana
Petrali fu, oltre che organista, un talentuoso direttore d’orchestra, pianista e compositore di musica sacra. La sua carriera si svolse principalmente tra Cremona, Bergamo, Brescia e Pesaro, dove insegnò al Liceo Musicale Rossini. Le sue composizioni sacre, conservate in vari archivi, tra cui quello della Basilica di Gandino, rappresentano una parte fondamentale del patrimonio musicale del XIX secolo. La sua amicizia con Andrea De Giorgi, compositore e organista della Basilica di Gandino, contribuì ulteriormente a consolidare il legame tra Petrali e questo luogo sacro.
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