Dal 27 febbraio al 2 giugno, Accademia Carrara di Bergamo ospita una mostra unica nel suo genere che traccia l’evoluzione dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneità. Un’occasione imperdibile per esplorare il fascino e la fortuna di questo straordinario gioco di carte, che ha attraversato secoli di storia, arricchendosi di significati simbolici e culturali. Da domani, venerdì 27 febbraio, porte aperte ai visitatori.
La mostra: un viaggio lungo 7 secoli
Un percorso dal Quattrocento ai giorni nostri
La mostra, curata da Paolo Plebani, è una delle più complete mai realizzate sui tarocchi, un viaggio affascinante attraverso sette secoli. L’esposizione è un’opportunità unica per vedere riunite le 74 carte del mazzo Colleoni, il più completo al mondo tra gli esemplari quattrocenteschi. Queste carte saranno visibili per la prima volta insieme dopo oltre un secolo, grazie alla collaborazione tra Accademia Carrara, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata. L’esposizione presenta anche prestiti straordinari provenienti da istituzioni internazionali come la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University e la Biblioteca Nazionale di Firenze.
Le origini dei tarocchi: dal lusso delle corti rinascimentali alla popolarità
Come i tarocchi sono diventati simbolo culturale e divinatorio
Originariamente, i tarocchi erano un passatempo aristocratico che si diffuse nelle corti rinascimentali, diventando simbolo di lusso e raffinatezza. Con l’invenzione della stampa, i tarocchi raggiunsero una diffusione ancora maggiore, trasformandosi da gioco di corte a passatempo popolare. Nel XVIII secolo, iniziarono a essere utilizzati come strumento di divinazione, una pratica che li rese ancora più affascinanti e misteriosi. L’evoluzione dei tarocchi, dal gioco a uno strumento di interpretazione del futuro, è un elemento centrale della mostra, che esplora come queste carte siano riuscite a mantenere la loro popolarità nel corso dei secoli, fino a diventare un’icona culturale nel Novecento e oltre.
Gli artisti e la fortuna dei tarocchi
Dalla pittura rinascimentale al surrealismo e all’arte contemporanea
I tarocchi sono stati anche una fonte di ispirazione per molti artisti nel corso dei secoli. La mostra esplora come questi mazzi di carte abbiano influenzato il lavoro di pittori come Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara, che hanno creato alcune delle carte del mazzo Colleoni, ma anche di artisti surrealisti come Victor Brauner. L’esposizione presenta anche opere contemporanee di Irving Penn, Niki de Saint Phalle e Leonora Carrington, che hanno reinterpretato i tarocchi attraverso il loro stile unico e innovativo. In questo modo, la mostra illustra il potere immaginifico delle carte, che continuano a incantare generazioni di persone in tutto il mondo.
Tarocchi di De André: un omaggio al cantautore
Un tributo a Fabrizio De André con una installazione unica
In occasione della mostra “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna”, Accademia Carrara presenta anche una sezione speciale dedicata a Fabrizio De André. L’installazione “I Tarocchi di De André”, curata da Studio Azzurro, è un omaggio al celebre cantautore genovese. L’esposizione, che sarà visibile fino al 3 maggio, celebra l’incontro tra la musica di De André e l’iconografia dei tarocchi, creando un’ulteriore connessione tra arte visiva e musica.
Progetti futuri: la forza di Chiara Camoni
Un gruppo scultoreo ispirato alla carta dei Tarocchi
Dal giugno 2026, l’Accademia Carrara ospiterà anche l’installazione “La Forza”, un’opera scultorea di Chiara Camoni, artista piacentina protagonista del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia. L’opera si ispira all’omonima carta dei tarocchi, un simbolo di resistenza e potenza interiore. Questa installazione rappresenterà una nuova e affascinante interpretazione dell’iconografia dei tarocchi, unendo scultura e simbolismo in un’opera d’arte contemporanea di grande impatto visivo.
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