Antonio Cifrondi, la riscoperta di un maestro tra reale e visione: dal 14 marzo ad Albino

Un viaggio attraverso il Seicento e il Settecento, alla scoperta di un artista ribelle e moderno. La mostra “Antonio Cifrondi – Il reale e la visione” rivela nuove opere e una visione inedita del maestro lombardo

La Chiesa di San Bartolomeo ospita Antonio Cifrondi

La mostra “Antonio Cifrondi – Il reale e la visione” sarà allestita dal 14 marzo al 17 maggio nella storica Chiesa di San Bartolomeo, nel cuore di Albino. Questo evento rappresenta una delle più importanti occasioni di studio e valorizzazione del pittore lombardo, uno dei protagonisti della pittura tra Seicento e Settecento. In questo contesto unico, saranno esposte circa trenta opere, molte delle quali inedite o raramente esposte al pubblico, che testimoniano la straordinaria poliedricità artistica di Cifrondi. Una selezione frutto di un’accurata ricerca di Ciro Maddaluno, studioso di pittura lombarda. La mostra, sostenuta dagli sponsor BCC Brescia, Persico Group, INNTEA, Acerbis, Albini Group, Belotti Conserve, è promossa dal Comune di Albino con il patrocinio della Provincia di Bergamo.

“Le mostre sono occasioni per condividere con il pubblico le novità emerse dalla ricerca. In questo caso, presentiamo opere inedite e un nuovo approccio alla comprensione di Cifrondi. Le sue nature morte, particolarmente, si rivelano lontane dalle convenzioni dell’epoca, ma piene di vitalità e dialogo con la modernità”, la presentazione del curatore Maddaluno.

Un percorso di riscoperta e innovazione: il realismo lirico di Cifrondi

Antonio Cifrondi, nato a Clusone nel 1656 e morto a Brescia nel 1730, è uno degli artisti più significativi della pittura lombarda tra Seicento e Settecento. La sua produzione spazia dai soggetti religiosi e biblici ai ritratti, dalle scene di vita popolare alle nature morte e ai paesaggi, fino alle allegorie e alle battaglie. Con oltre quattrocento opere catalogate, Cifrondi si distingue per un realismo lirico e austero, che unisce un’accurata osservazione della realtà quotidiana con una visione poetica e intima.

La mostra curata da Ciro Maddaluno, che ci guida alla sua introduzione, si basa su una serie di studi recenti che hanno portato alla luce numerose opere inedite e aspetti poco conosciuti della produzione di Cifrondi. La selezione di dipinti esposti permette di apprezzare la straordinaria versatilità dell’artista, in particolare nei generi della natura morta e del paesaggio. Alcune delle opere esposte provengono da collezioni private prestigiose, come quella di Lina Wertmüller e Enrico Job, e sono state esaminate da storici dell’arte come Federico Zeri.

“Le mostre possono avere più finalità. Io penso che scopo essenziale di un evento espositivo debba essere quello di offrire al pubblico e agli studiosi tutto quanto le ricerche e gli approfondimenti recenti abbiano messo in luce di un artista. Per la pittura antica si tratterà di presentare i dipinti scoperti di recente, le nuove conoscenze su linguaggio e materia adoperata”.

Un contesto straordinario: la Chiesa di San Bartolomeo e il centro storico di Albino

La scelta della Chiesa di San Bartolomeo come sede della mostra non è casuale. L’edificio, di grande valore storico e artistico, offre un’atmosfera suggestiva che si sposa perfettamente con le opere di Cifrondi. Il curatore evidenzia come l’ambiente mistico e intimo della chiesa, con la sua architettura romanica lombarda, sia il luogo ideale per apprezzare la delicatezza e la forza evocativa delle tele dell’artista. La mostra diventa così un’esperienza che unisce arte, spiritualità e storia, creando un dialogo armonioso tra le opere di Cifrondi e gli altri capolavori presenti nel centro storico di Albino.

“San Bartolomeo è un luogo magico che crea una connessione unica con le opere di Cifrondi. Il suo fascino storico e mistico è il contesto ideale per far risplendere le tele, ricche di malinconica dolcezza, che dialogano in perfetta sintonia con lo spazio sacro. La chiesa, già dall’esterno, prepara l’incontro con opere fortemente evocative, capaci di invitare alla riflessione e al raccoglimento, come il grande altare ligneo, il polittico di Pietro Bussolo o gli affreschi di Giovanni Marinoni”.

Perché visitare la mostra “Antonio Cifrondi. Il reale e la visione”

Se dovessimo suggerire tre motivi per visitare questa mostra, il curatore Ciro Maddaluno non ha dubbi. La prima ragione riguarda la possibilità di scoprire il maestro Cifrondi, la cui figura artistica è in continua riscoperta. Secondo Maddaluno, Cifrondi è stato un artista capace di andare controcorrente, evitando le tendenze più facili e banali del suo tempo. La mostra offre inoltre l’opportunità unica di ammirare opere mai esposte prima al pubblico. Infine, il visitatore potrà anche proseguire il suo percorso artistico nel centro di Albino, scoprendo altre opere di maestri come Giovan Battista Moroni, Giovan Paolo Cavagna, e Francesco Zucco, che arricchiranno ulteriormente l’esperienza.

“Visitate la mostra per scoprire un artista affascinante e moderno, ammirare opere inedite e, dopo aver visitato San Bartolomeo, continuare il vostro cammino nel centro di Albino, un luogo ricco di storia e arte. Basterà attraversare la Piazza San Giuliano, circa venti metri, entrare nella magnifica Chiesa dedicata al Santo e vedere opere di Giovan Battista Moroni, come la pala d’altare “Crocifisso con i santi Bernardino e Antonio da Padova”, la “Trinità” proveniente dalla piccola chiesa di Fiobbio, e lo “Stendardo della Vergine del Rosario col Bambino” e con la “Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta”. Oppure di Giovan Paolo Cavagna, di Enea Salmeggia, detto il Talpino, e di Francesco Zucco. L’accesso a San Bartolomeo e a San Giuliano è comodo. Vi sono diversi parcheggi nel raggio di 300 metri. Il più vicino a 50 metri”.

L’approfondimento continuo sulla pittura lombarda: la passione del curatore

Ciro Maddaluno è uno degli studiosi più noti della pittura lombarda, con una carriera che dura da oltre trent’anni. La sua passione per Antonio Cifrondi è evidente nelle sue pubblicazioni e nelle sue ricerche, che mirano a riportare alla luce un artista ingiustamente dimenticato. Il curatore spiega come la riscoperta di Cifrondi sia stata parziale e spesso non correttamente inquadrata, e come il suo lavoro stia cercando di superare queste lacune, analizzando a fondo la sua produzione artistica.

“Cifrondi è stato un artista che ha vissuto un successo controverso durante la sua vita, ma che è stato dimenticato per secoli. La mia ricerca cerca di colmare questa lacuna e di far emergere aspetti della sua arte che ancora oggi ci interrogano sulla modernità”.

Informazioni utili

La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta dal 14 marzo al 17 maggio 2026, in un periodo che comprende alcune delle principali festività civili e religiose (Santa Pasqua, 25 aprile, 1° maggio), permettendo così a un ampio pubblico di visitare l’evento. Un ampio parcheggio è disponibile a poche decine di metri dalla sede espositiva.

Orari di apertura: mercoledì ore 9 -12; giovedì e venerdì ore 15,30 – 19;

Sabato e domenica ore 9 -12 e 15,30 – 19.

Aperture straordinarie: ore 9 -12 e 15,30 – 19 nei giorni di domenica 5 aprile (Pasqua), lunedì 6 aprile (Pasquetta), 25 Aprile e 1° maggio.

Per informazioni:

www.antoniocifrondi.it

antoniocifrondi@gmail.com

Social media:
Facebook https://www.facebook.com/IlMaestroAntonioCifrondi

e Instagram: https://www.instagram.com/il_maestro_antonio_cifrondi/

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