Adunata Alpini 2026: Genova si prepara ad accogliere migliaia di bergamaschi

La 97a Adunata Nazionale degli Alpini si terrà a Genova dal 8 al 10 maggio 2026, con l'attesa partecipazione di circa 7.000 bergamaschi. Un evento all'insegna dei valori dell'Ana e delle tradizioni alpine

Genova si prepara ad accogliere 400.000 Alpini

Dall’8 al 10 maggio 2026, la città di Genova ospiterà la 97a Adunata Nazionale degli Alpini, un evento che si prevede attirerà circa 400.000 persone. Questa sarà la sesta volta che la città ligure ospita l’adunata, l’ultima risalente a 25 anni fa. Tra i partecipanti, ci saranno anche molti alpini provenienti dalla provincia di Bergamo, con una presenza prevista di circa 6.000-7.000 bergamaschi.

Giorgio Sonzogni, presidente della sezione di Bergamo dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), ha sottolineato che l’evento rappresenta una grande occasione di festa e di condivisione dei valori alpini. Tra gli alpini bergamaschi, molti sono già pronti a partire, mentre altri si uniranno solo domenica per la grande sfilata.

Il motto dell’Adunata 2026: “Alpini faro per il futuro dell’Italia”

Il tema dell’Adunata di quest’anno, “Alpini faro per il futuro dell’Italia”, richiamerà l’importante ruolo degli oltre 320.000 soci dell’ANA come punti di riferimento per la società, incarnando i valori di Patria, famiglia, dovere, sacrificio, memoria e solidarietà.

Sonzogni ha ricordato le parole del past president nazionale Giuseppe Parazzini, secondo cui l’adunata non deve essere giudicata esteticamente, ma vissuta, poiché la vera motivazione che spinge gli alpini a partecipare è il desiderio di ritrovarsi, riconoscersi e condividere un’identità comune.

Polemiche interne ed esterne all’ANA: la gestione del cappello alpino

Nonostante l’entusiasmo per l’evento, quest’edizione dell’Adunata potrebbe risentire di alcune polemiche che hanno coinvolto il mondo alpino nelle ultime settimane. Da un lato, la funzionaria della procura di Genova, Lorena Lucattini, ha suscitato polemiche con alcuni commenti sui social, definendo il raduno degli alpini una “pagliacciata”, criticando il comportamento di alcuni partecipanti, accusati di sporcare e fare rumore. Dall’altro, un recente episodio all’interno dell’ANA ha suscitato discussioni, legato alla consegna del cappello alpino ad alcuni volontari impegnati nelle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

Sonzogni ha preferito non approfondire ulteriormente la questione, definendola una decisione presa dalla presidenza nazionale e dal Ministero della Difesa con l’intento di agire nel miglior interesse dell’Associazione. Tuttavia, ha precisato che il cappello non permette di iscriversi all’ANA come soci alpini, mantenendo una distinzione chiara tra i veri membri dell’associazione e coloro che partecipano come volontari.

Un legame forte tra alpini e istituzioni: l’invito ai sindaci

Un altro aspetto importante dell’Adunata riguarda il forte legame tra l’ANA e le istituzioni locali. Sonzogni ha infatti inviato una lettera di invito a tutti i sindaci dei comuni della provincia di Bergamo, che ogni anno partecipano attivamente all’evento, dimostrando così il sostegno e l’impegno delle amministrazioni nei confronti della comunità alpina. L’invito a queste figure istituzionali è un segno del profondo rispetto e della vicinanza tra l’ANA e le amministrazioni locali.

L’obiettivo del 2029: Bergamo ospiterà la centesima adunata

Non solo l’adunata di quest’anno è al centro dell’attenzione, ma anche il futuro è già in discussione. L’evento del 2026 segna il cammino verso un traguardo significativo: la centenaria adunata nazionale prevista per il 2029. La città di Bergamo è candidata ad ospitare questo evento speciale, ma per sapere se la città sarà scelta bisognerà attendere settembre 2027. Sonzogni ha ribadito l’importanza di questo obiettivo e ha sottolineato che gli alpini bergamaschi continueranno a sostenere il progetto di rigenerazione della Casa di Endine, un luogo simbolo della tradizione alpina bergamasca.

Un evento di memoria, responsabilità e coesione

L’Adunata non è solo una festa, ma un’occasione per riflettere sul significato del dovere, della memoria e del sacrificio. Durante l’evento, le cerimonie civili e religiose, insieme alla tradizionale sfilata, offriranno un momento di riflessione collettiva sul ricordo di coloro che sono caduti in guerra e in pace, nel compimento del proprio dovere al servizio delle istituzioni. Il messaggio che emerge è quello di unire le generazioni più giovani agli ideali di solidarietà, responsabilità e coesione che caratterizzano da sempre gli alpini.

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