Una questione di vitale importanza per 100 mila bergamaschi
Il progetto della Tangenziale Sud di Bergamo, la cosiddetta Paladina-Sedrina, ricade su un’area da anni afflitta da disagi legati alla viabilità. Inserito nei piani regionali PTR e nel PRMT, riguarda una zona particolarmente toccata dai flussi pendolari e dal turismo diretto verso le Valli Brembana e Imagna. “Un’opera che interessa 100 mila cittadini bergamaschi, inserita nei piani regionali PTR e nel PRMT, in una zona particolarmente impattata non solo dai flussi pendolari, ma anche turistici diretti verso le belle valli Brembana e Imagna”, ha dichiarato Jonathan Lobati, consigliere regionale e presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia. La tangenziale rappresenta una risoluzione fondamentale per migliorare la viabilità e lo sviluppo economico della zona.
La criticità della discarica Monte Bianco e l’inchiesta ambientale
Un aspetto centrale del progetto riguarda la discarica Monte Bianco di Sorisole, che è già stata identificata come una zona critica. Nonostante ciò, la bonifica dell’area era già stata prevista nelle fasi precedenti del progetto. La presenza della discarica sul tracciato del progetto ha portato ad una riflessione da parte di Anas, la quale ha richiesto ulteriori indagini ambientali. “Si tratta di un elemento già noto e autorizzato, per il quale erano già previsti interventi di bonifica nelle precedenti fasi progettuali”, ha aggiunto Jonathan Lobati. Tuttavia, Anas ha richiesto un supplemento di indagini per escludere la presenza di sostanze pericolose, in modo da evitare rischi per la salute e l’ambiente. Le indagini degli anni ’90 erano infatti datate, e il progetto prevede una trincea profonda che attraverserebbe proprio la discarica, aumentando i costi e il rischio di inquinamento.
La proposta di innalzare la livelletta per evitare lo scavo in trincea
Lobati ha sottolineato un aspetto positivo nel processo: l’ipotesi di innalzare la livelletta del tracciato per evitare il temuto scavo in trincea all’interno della discarica. Anas, infatti, sembra essere orientata a mantenere il tracciato attuale, ma con questa importante modifica. “Anas, dopo le verifiche ambientali del caso, sembra voler mantenere il tracciato dell’attuale progetto, prevedendo eventualmente un cambio di ‘livelletta’, evitando quindi lo scavo in trincea che, tra l’altro, non sarebbe una reale compensazione ambientale”, ha affermato Lobati. La modifica proposta è vista come una soluzione per non disperdere il lavoro già fatto e per evitare danni ambientali.
Le risorse già impiegate e la manifestazione del 6 giugno
Nel corso del progetto, sono già stati investiti 6 milioni e 200 mila euro di risorse pubbliche provenienti da Comuni, Comunità Montana e BIM. Nonostante l’importante impegno economico, il progetto continua a incontrare ostacoli burocratici che rischiano di ritardare ulteriormente la realizzazione dell’opera. Per questo motivo, Jonathan Lobati ha espresso una forte preoccupazione per il ritardo. “Siamo consapevoli che ogni giorno di ritardo danneggia i cittadini e l’economia locale”, ha detto. In risposta a questa situazione, il 6 giugno si terrà una manifestazione a cui Lobati parteciperà insieme ai cittadini e ai sindaci del territorio. “Terremo alta l’attenzione. Il 6 giugno, insieme ai cittadini, ai sindaci del territorio e ai colleghi consiglieri, sarò presente alla manifestazione per sottolineare la grande importanza di questa opera”, ha concluso Jonathan Lobati.
Lobati: necessità di accelerare il processo
Nel suo intervento, Jonathan Lobati ha messo in evidenza l’urgenza di accelerare i tempi del progetto. “Dobbiamo evitare che una criticità già ampiamente affrontata diventi ora un ostacolo insormontabile. Questa infrastruttura è cruciale per la Valle Brembana e la Valle Imagna“, ha dichiarato Lobati, evidenziando come il ritardo in questo caso comporti dei costi sia economici che sociali. “Non possiamo permettere che questo progetto subisca ulteriori ritardi. Abbiamo bisogno di risposte rapide”, ha aggiunto l’esponente di Forza Italia, ribadendo il suo impegno per il completamento tempestivo del progetto.
Fratelli d’Italia e l’impegno per il progetto
Inoltre, i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia hanno espresso la loro solidarietà all’iniziativa e hanno assicurato il loro impegno. Alberto Mazzoleni, insieme ai colleghi Pietro Macconi e Michele Schiavi, ha sottolineato l’importanza di non interrompere l’iter del progetto. “Abbiamo già speso milioni di euro e non possiamo più permetterci ritardi. La mobilità e lo sviluppo economico di un intero territorio non possono più attendere”, ha dichiarato Mazzoleni.
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