Negli ultimi tre anni Tenaris Dalmine ha riconosciuto ai propri dipendenti premi aziendali che, complessivamente, hanno raggiunto cifre da record. Tra il 2023 e il 2025, infatti, gli oltre duemila lavoratori dello stabilimento bergamasco hanno ricevuto bonus compresi tra 37.300 e 42.700 euro lordi, importi che in molti casi equivalgono a più di uno stipendio annuo medio.
Anche il premio erogato nel 2025 si conferma tra i più alti nel panorama industriale italiano. Gli operai hanno percepito circa 10.249 euro, mentre gli impiegati hanno superato gli 11.600 euro. Numeri inferiori rispetto ai risultati eccezionali dell’anno precedente, quando i bonus avevano raggiunto punte tra 14.264 e 16.450 euro, ma comunque tra i migliori del Paese, secondi soltanto ai premi riconosciuti dalla Ferrari.
Il calo rispetto al 2024 è legato a un contesto economico più difficile, caratterizzato da tensioni internazionali e dalle nuove politiche commerciali statunitensi. A pesare sono soprattutto i dazi sull’acciaio introdotti dagli Stati Uniti, passati dal 25% al 50%, e una ripresa europea che continua a rallentare.
L’amministratore delegato Michele Della Briotta ha spiegato come il gruppo sia comunque riuscito a mantenere solidità e competitività grazie agli investimenti effettuati negli anni e a una strategia produttiva più orientata verso prodotti a maggiore valore aggiunto.
Nel 2025 il fatturato della Dalmine è sceso del 4,9%, attestandosi a 1,444 miliardi di euro, ma l’utile netto è cresciuto di quasi l’8%, raggiungendo quota 164 milioni. Si tratta del secondo miglior risultato economico registrato dal 2009.
A fare la differenza è stato soprattutto il diverso mix produttivo. L’azienda ha ridotto l’esportazione di barre d’acciaio verso gli Stati Uniti privilegiando invece la produzione di tubi per il settore oil & gas, prodotti che garantiscono margini economici più elevati.
Le preoccupazioni per il futuro restano comunque presenti. Le tensioni nel Golfo Persico e il rischio di chiusura dello stretto di Hormuz potrebbero infatti provocare ulteriori rincari energetici, con effetti diretti sull’industria siderurgica, già fortemente energivora.
Nonostante questo scenario, Tenaris guarda con fiducia ai prossimi anni grazie alla crescita della domanda internazionale nel settore energetico. Nuove opportunità stanno emergendo soprattutto in Africa, Sudamerica e Indonesia, mentre restano strategiche aree storiche come il Golfo del Messico e il Mare del Nord.
Tra le commesse più importanti attualmente in produzione a Dalmine spicca quella da 12mila tonnellate per il progetto Mellitah in Libia, sviluppato da Eni insieme alla compagnia energetica statale libica. A questa si aggiunge una fornitura da 55mila tonnellate destinata al progetto Sakarya della Turkish Petroleum.
Parallelamente prosegue anche il piano di investimenti industriali. Negli ultimi dieci anni il gruppo ha investito circa 360 milioni di euro sugli stabilimenti italiani e nuovi interventi sono già programmati nei prossimi anni.
Uno dei progetti principali riguarda l’installazione di un nuovo perforatore al laminatoio Ftm, investimento da 16 milioni di euro che sarà completato entro il 2027. Altri 25-30 milioni saranno destinati invece al piano di decarbonizzazione, con nuovi impianti fotovoltaici capaci di coprire circa il 15% del fabbisogno energetico dell’azienda.
Previsti inoltre 7 milioni di euro per il rinnovo degli uffici e degli spazi destinati ai lavoratori, confermando l’attenzione del gruppo verso il benessere del personale.
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