Un violento pestaggio ha sconvolto la serata di mercoledì 17 giugno a Ponte San Pietro. Un uomo di 34 anni è stato aggredito nel cortile della propria abitazione da tre persone con il volto coperto, una delle quali armata di una spranga. L’episodio è avvenuto poco prima delle 19 in via Cristoforo Colombo, nei pressi della strada provinciale 168 e a breve distanza dal Policlinico San Pietro.
Le condizioni del giovane sono apparse subito serie tanto da rendere necessario il trasferimento in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dopo un primo intervento al vicino presidio sanitario di Ponte San Pietro.
Il raid nel cortile di casa
Secondo le prime ricostruzioni, il 34enne si trovava nel cortile della sua abitazione, accanto all’auto parcheggiata, quando i tre aggressori hanno fatto irruzione scavalcando la recinzione che delimita la proprietà.
Uno dei malviventi avrebbe quindi iniziato a colpire la vittima con una spranga, mentre gli altri due avrebbero partecipato all’aggressione. Le urla del giovane hanno richiamato immediatamente l’attenzione dei vicini di casa e di alcuni passanti che hanno allertato i soccorsi.
La scena si è consumata in pochi istanti, lasciando sotto choc i residenti della zona.
Le testimonianze dei vicini
Alcuni abitanti della via hanno assistito alle fasi successive dell’aggressione e hanno fornito le prime indicazioni agli investigatori.
«Sentivo il ragazzo gridare aiuto», ha raccontato una residente. «L’ho visto a terra, ferito e sanguinante. Poi ho notato una persona con una spranga in mano e il volto nascosto da un cappuccio nero. Gli ho urlato contro e poco dopo è fuggito insieme agli altri».
Un altro vicino ha riferito di aver raggiunto la vittima subito dopo aver sentito le richieste di soccorso. «Era in condizioni molto gravi. Ho visto i tre allontanarsi rapidamente a bordo di un’automobile scura», ha spiegato.
La fuga a bordo di una Bmw
Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte sul posto, i tre aggressori si sarebbero allontanati a bordo di una Bmw di colore nero.
Un passante avrebbe inoltre memorizzato la targa dell’auto, elemento che potrebbe rivelarsi utile per le indagini avviate dai carabinieri di Bergamo, impegnati a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e a individuare i responsabili del raid.
Indagini in corso sul movente
Al momento non sono stati resi noti elementi certi sulle cause dell’aggressione. Gli investigatori stanno approfondendo tutte le possibili piste, cercando di capire se il pestaggio possa essere maturato nell’ambito di vicende personali oppure se si tratti di un’azione premeditata legata ad altri contesti.
L’obiettivo degli inquirenti è chiarire il movente e identificare nel più breve tempo possibile i tre uomini che hanno preso parte all’aggressione.
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Marco Rottigni