Terre alte in movimento: Gandino il 15 luglio riflette sul futuro delle montagne

Un incontro con esperti, istituzioni e cittadini per analizzare le trasformazioni delle aree montane italiane, tra servizi, lavoro, sostenibilità e nuove modalità dell’abitare

Gandino: il confronto sul futuro delle terre alte

Le montagne italiane stanno vivendo una fase di profonda trasformazione e non rappresentano più soltanto luoghi legati alla memoria, al turismo stagionale o alle tradizioni locali. Le cosiddette terre alte sono oggi veri e propri laboratori nei quali osservare i cambiamenti sociali, economici e ambientali che interessano il Paese.

Dalla qualità dei servizi alla possibilità di vivere stabilmente in montagna, dal lavoro alla valorizzazione delle risorse locali, fino agli effetti del cambiamento climatico e alle nuove modalità dell’abitare, questi territori sono chiamati a costruire nuove strategie per affrontare il futuro.

Proprio a questi temi sarà dedicato l’incontro “Terre alte in movimento: abitare e produrre nelle montagne di mezzo”, in programma mercoledì 15 luglio alle 20.30 presso il Salone della Valle di Gandino.

L’appuntamento rientra nelle iniziative “Aspettando il Festival Treccani della Lingua Italiana”, promosse con la partecipazione del Sistema Bibliotecario della Val Seriana.

Fulvio Adobati alla serata sui territori montani

Ospite dell’incontro sarà Fulvio Adobati, professore associato di Urbanistica all’Università di Bergamo e direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani”, una delle realtà più importanti nello studio delle dinamiche territoriali e dello sviluppo delle aree montane.

La partecipazione di Fulvio Adobati assume un valore particolare anche alla luce del recente percorso formativo promosso dall’Università degli Studi di Bergamo, insieme alle Università di Brescia e Verona.

Solo poche settimane prima si è conclusa la terza edizione del “Corso di Perfezionamento in Valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali della montagna”, coordinato dallo stesso Adobati insieme a Stefano Morosini.

L’iniziativa ha permesso di formare professionisti e amministratori chiamati a progettare il futuro delle aree montane attraverso una prospettiva integrata, capace di unire patrimonio, cultura, paesaggio, ambiente e sviluppo locale.

Nuovi modelli di sviluppo contro lo spopolamento

L’incontro del 15 luglio si inserisce in un percorso di riflessione che negli ultimi anni ha acquisito un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico.

Le montagne italiane non vengono più considerate territori marginali, ma luoghi strategici nei quali sperimentare nuovi modelli di sviluppo sostenibile, in grado di unire tutela del paesaggio, innovazione economica e qualità della vita.

Tra i temi affrontati durante la serata ci saranno la capacità dei territori di garantire servizi essenziali, il fenomeno dello spopolamento, le opportunità offerte dallo smart working e la crescita dei cosiddetti “nomadi digitali”.

Saranno inoltre analizzate la valorizzazione delle filiere produttive locali e l’attenzione sempre maggiore verso forme di abitare alternative rispetto ai grandi centri urbani.

Ricerca, istituzioni e cittadini per immaginare il domani

Le questioni legate alle aree montane coinvolgono direttamente amministratori, imprese, associazioni e cittadini, chiamati a costruire nuove prospettive per le comunità locali.

La serata rappresenterà un’importante occasione per mettere a disposizione della comunità il patrimonio di studi, esperienze e competenze maturato in ambito universitario, favorendo un confronto diretto tra ricerca, istituzioni e popolazione.

Inserito nel programma di avvicinamento al Festival Treccani della Lingua Italiana, l’appuntamento conferma il ruolo della cultura come strumento per comprendere e interpretare le trasformazioni del territorio.

La montagna spazio di innovazione e crescita

Ragionare sulla montagna oggi significa interrogarsi sul rapporto tra persone e luoghi, sulle prospettive delle comunità locali e sulle possibilità di trasformare le difficoltà in nuove occasioni di crescita.

Le sfide legate ai cambiamenti ambientali, economici e sociali possono diventare punti di partenza per costruire territori più sostenibili, inclusivi e capaci di innovare.

La partecipazione all’incontro “Terre alte in movimento: abitare e produrre nelle montagne di mezzo” è libera e gratuita.

Redazione

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