Il livello del lago scende per la siccità
Il lago d’Iseo continua a perdere acqua e torna sotto lo zero idrometrico. Da domenica 12 luglio il livello è sceso nuovamente sotto il punto di riferimento: nel 2026 era già accaduto soltanto tra gennaio e febbraio, mentre durante tutto il 2025 il fenomeno non si era mai verificato.
Nella serata di lunedì 13 luglio, il lago ha raggiunto quota 3,5 centimetri sotto lo zero idrometrico. Le previsioni meteorologiche non indicano precipitazioni imminenti e la diminuzione del livello appare destinata a proseguire.
La rapidità del calo rappresenta l’aspetto più preoccupante: il 12 giugno scorso il lago aveva raggiunto il livello massimo annuale di 107,9 centimetri, mentre un mese dopo ha perso oltre un metro e dieci centimetri, con una diminuzione media di circa quattro centimetri al giorno.
Il caldo e i problemi alla navigazione
La discesa del livello del lago, insieme alla prima ondata di caldo di giugno, aveva già favorito la comparsa di un primo problema: la proliferazione delle alghe nella zona compresa tra Iseo e Paratico.
Da sabato 11 luglio, il livello ridotto del bacino ha spinto la società Navigazione Lago d’Iseo, controllata interamente dall’Autorità di bacino, a sospendere temporaneamente l’attracco delle imbarcazioni presso Clusane di Iseo.
L’avviso pubblicato sul sito della società con sede a Costa Volpino ha comunicato che, a causa del basso livello idrometrico del lago, la fermata dei battelli di linea al pontile di Clusane è stata sospesa per motivi di sicurezza.
Il presidente della società Paolo Bertazzoli ha spiegato che il rischio principale riguarda la possibilità che gli scafi possano arenarsi sul fondale. Attualmente non sono state registrate ulteriori criticità, ma un ulteriore abbassamento del lago potrebbe rendere necessari interventi anche a Iseo e successivamente a Sarnico, località caratterizzate da fondali più bassi.
Secondo Bertazzoli, invece, nelle aree di Predore, Tavernola, Sulzano e Sale Marasino la conformazione delle sponde riduce i rischi e in passato non si sono verificati problemi simili.
La proliferazione delle alghe nelle zone meno profonde
Un’altra criticità riguarda la crescita delle alghe, fenomeno che interessa soprattutto la parte più bassa del lago tra Iseo, Paratico e Sarnico.
L’amministratore unico della società Manutenzione e Promozione Laghi, controllata dall’Autorità di bacino, Marco Terzi, ha spiegato che dopo le 400 tonnellate raccolte nel mese di giugno, a luglio sono state recuperate altre 200 tonnellate, raggiungendo così il quantitativo complessivo registrato nel 2025.
Il fenomeno è iniziato con circa un mese di anticipo rispetto alla consueta stagione estiva. Normalmente le alghe ricoprivano la superficie del lago tra luglio e agosto, ma quest’anno le ondate di calore e la ridotta quantità di acqua immessa nel bacino hanno creato condizioni più difficili.
Il basso livello del lago ha inoltre complicato le operazioni di pulizia: vicino alla riva i battelli spazzino non riescono a intervenire e devono essere utilizzati soltanto i mezzi anfibi, più piccoli e meno efficienti, rallentando raccolta e smaltimento.
Operatori turistici preoccupati
I tecnici e gli operai della Mpl stanno concentrando gli interventi davanti ai lidi con spiagge, ai campeggi e alle attività commerciali come bar, ristoranti e locali che possiedono concessioni sulle aree demaniali.
Marco Terzi ha riferito che diversi operatori turistici hanno iniziato a segnalare il problema dei cattivi odori provocati dalla decomposizione delle alghe. La società ha confermato di essere consapevole della situazione e di stare già intervenendo con il massimo impegno possibile.
L’assenza di neve sulle montagne riduce le riserve d’acqua
Le prospettive per il breve periodo restano difficili. Sul bacino idrico del fiume Oglio, dall’Adamello verso valle, non è più presente neve.
Secondo Arpa, dalla metà di giugno anche la poca neve accumulata durante l’inverno si era completamente sciolta. Questo significa che l’unica fonte di alimentazione del Sebino rimane l’acqua piovana.
In assenza di precipitazioni, gli ingressi d’acqua nel lago diminuiscono. Anche nei giorni scorsi gli afflussi sono risultati inferiori ai deflussi: sono entrati 33 metri cubi al secondo, mentre sono usciti 51 metri cubi al secondo.
Il confronto con l’estate precedente evidenzia una situazione più critica. Il 13 luglio dell’anno scorso gli afflussi erano pari a 62 metri cubi al secondo e i deflussi a 76 metri cubi al secondo. Anche il livello del lago era differente: un anno fa il lago d’Iseo raggiungeva 82,9 centimetri, contro la situazione attuale decisamente più problematica.
Il ruolo delle centrali idroelettriche per il livello del lago
Un possibile contributo arriva dai produttori di energia idroelettrica. La Regione Lombardia ha chiesto a Enel Green Power di aumentare temporaneamente il rilascio d’acqua dai bacini idroelettrici della Valle Camonica.
L’obiettivo è incrementare la portata del fiume Oglio e favorire maggiori afflussi verso il lago.
Dal 2 luglio, la società sta rilasciando 600 mila metri cubi di acqua al giorno. Il provvedimento resterà attivo fino a giovedì 16 luglio, quando la questione sarà nuovamente affrontata durante il tavolo sulla risorsa idrica convocato dalla Regione Lombardia per valutare le criticità ancora presenti.
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