Sta circolando da ieri in numerosi gruppi Facebook di Bergamo e provincia un post di Sonia Lisotti, esponente del Movimento 5 Stelle di Bergamo e dipendente dell’Università degli Studi di Bergamo, dedicato al progetto e-BRT e alle possibili conseguenze sulla mobilità cittadina.
Nel messaggio condiviso sui social, Lisotti analizza il progetto evidenziando alcune criticità legate all’impatto sulla circolazione, agli spazi sottratti alla viabilità esistente e al rapporto tra investimento pubblico e benefici attesi.
Le criticità evidenziate sull’impatto urbano
Nel post emergono perplessità nel merito e nel metodo: “Da fuori, quello che si vede è un progetto con parecchie criticità e con un impatto enorme sulla città. Si parla di un investimento molto importante, ma non è così chiaro che i benefici siano davvero proporzionati ai disagi che sta creando”.
Secondo quanto riportato nel testo diffuso su svariati gruppi Facebook, l’esponente pentastellata sottolinea come il progetto possa apparire meno vantaggioso rispetto alle aspettative iniziali anche alla luce delle ipotesi legate allo spostamento di alcuni Dipartimenti di Ingegneria a Bergamo.
“E se fosse andato avanti anche il progetto di spostare parte dei Dipartimenti di Ingegneria a Bergamo, probabilmente l’e-BRT sarebbe sembrato ancora meno utile rispetto a quanto previsto all’inizio”, si legge nel messaggio.
Viabilità, corsie e parcheggi al centro delle contestazioni
Uno dei principali aspetti contestati riguarda la modifica degli spazi destinati alla circolazione delle auto.
Nel post viene affermato: “Il problema principale è che sta togliendo spazio a una viabilità che era già complicata. Meno corsie, meno parcheggi anche per i residenti e più traffico sulle strade laterali”.
Secondo la ricostruzione contenuta nel messaggio, le conseguenze sarebbero già visibili nelle zone interessate dai lavori, con maggiori difficoltà per gli automobilisti.
“Basta passare nelle zone interessate per vedere code, svolte più difficili e auto costrette a cercare percorsi alternativi. Il traffico non sparisce, viene semplicemente spostato altrove, spesso in vie che non sono adatte a reggerlo”, prosegue il testo.
Il confronto sul trasporto pubblico e sull’uso dell’auto
Nel post viene affrontato anche il tema della mobilità sostenibile e del rapporto tra trasporto pubblico e veicoli privati.
Lisotti scrive: “Da fuori sembra anche l’ennesimo passo nella guerra alle auto private. Però, prima di rendere sempre più difficile usare la macchina, bisognerebbe offrire un trasporto pubblico davvero efficiente, frequente e comodo per tutti”.
Secondo il messaggio condiviso online, senza un servizio pubblico capace di rappresentare una reale alternativa, le limitazioni alla circolazione privata rischierebbero di creare soltanto ulteriori difficoltà.
“Altrimenti non è una vera alternativa, è solo un modo per togliere spazio a chi è comunque costretto a usare l’auto”, si legge nel post.
La proposta sulle corsie riservate all’e-BRT
Nel testo viene riconosciuto che il progetto appare ormai difficilmente modificabile nella sua struttura generale.
“A questo punto il progetto difficilmente può essere fermato o cambiato completamente”, afferma Lisotti.
La proposta avanzata riguarda però la possibilità di rendere maggiormente flessibile l’utilizzo delle corsie dedicate.
“Però almeno si potrebbe evitare di riservare le corsie esclusivamente all’e-BRT. Sarebbe più sensato lasciarle condivise con gli autobus ATB, le compagnie provinciali, i taxi e, nei tratti più stretti, anche con le auto private”.
Secondo il post, la scelta di destinare gli spazi esclusivamente a una sola linea potrebbe avere effetti negativi sulla circolazione complessiva.
“Lo spazio è già poco e dedicarlo a una sola linea rischia di peggiorare ancora di più la circolazione”, viene evidenziato.
Il futuro della mobilità cittadina
Nella parte finale del messaggio, Lisotti torna sul tema delle difficoltà per chi utilizza l’automobile quotidianamente.
“Il risultato è che comprare e usare un’auto diventerà sempre più complicato, non perché siano state create alternative migliori, ma perché si stanno semplicemente riducendo le possibilità di movimento”.
La riflessione conclusiva riguarda quindi l’equilibrio generale della mobilità urbana.
“E da fuori è proprio questo che stona. Invece di migliorare la mobilità nel suo insieme, sembra che si stia penalizzando una parte della città per far funzionare un solo progetto”, conclude il post.
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E io che ho la bici cargo sono costretto a stare sulla strada che percorrono le macchine creando non poca coda
A settembre ci sarà da “divertirsi “!