Autorità di Bacino, criticità idrica alta nel distretto del Po
La decisione dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha classificato come alta la condizione di severità idrica dell’intero distretto attraversato anche dai fiumi Oglio, Serio e Brembo. Il provvedimento ha confermato le preoccupazioni espresse da mesi da Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca e di Anbi Lombardia – Associazione Nazionale Consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue.
Reduzzi ha spiegato che, in assenza di precipitazioni, la seconda parte dell’estate 2026 risulta particolarmente difficile per il settore agricolo. La situazione viene paragonata a quella del 2022, anno in cui era stata registrata una criticità idrica dello stesso livello, con una differenza importante: le temperature attuali risultano più elevate.
Acqua disponibile dimezzata e rischio calamità naturale
Secondo Mario Reduzzi, il riconoscimento della criticità alta determina importanti conseguenze perché indica che la risorsa idrica destinata all’agricoltura sta diminuendo rapidamente. Rispetto al 2022, l’emergenza presenta un aggravante legata alle temperature più alte.
A livello istituzionale, la classificazione consente alla Regione Lombardia di richiedere lo stato di calamità naturale per ottenere le risorse economiche necessarie a sostenere e indennizzare chi subisce danni causati dalla crisi idrica.
Agricoltori costretti a ridurre le campagne di irrigazione
Il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca gestisce la distribuzione dell’acqua agli agricoltori, che affrontano il rischio di completare soltanto un raccolto e rinunciare al secondo ciclo produttivo.
La gestione attenta della risorsa idrica adottata durante il 2026 ha permesso agli agricoltori impegnati nella coltivazione del mais di iniziare la trinciatura delle piante, mettendo al sicuro il raccolto principale. Tuttavia, la situazione attuale non consente l’avvio di una seconda campagna irrigua.
Una riduzione della produzione agricola avrebbe conseguenze sull’intera filiera alimentare, con effetti legati alla disponibilità di prodotti e alla sostenibilità economica delle aziende.
Razionamenti dal Serio: acqua dimezzata per circa mille aziende
Dal sabato 1 agosto entra in vigore il razionamento dell’acqua prelevata dal fiume Serio. Il provvedimento riguarda la parte alta della pianura bergamasca, dove circa un migliaio di aziende agricole riceverà metà della quantità abituale di acqua.
Il sistema di distribuzione cambia in modo significativo: gli agricoltori passeranno da una fornitura ogni sette o otto giorni a una disponibilità ogni quattordici o quindici giorni. La modifica deriva dal fatto che la quantità d’acqua disponibile risulta pari alla metà rispetto alla normalità.
Consorzio di bonifica, 300 mila utenti coinvolti
Il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca serve complessivamente circa 300 mila utenti, di cui 50 mila appartenenti al settore agricolo.
La nuova gestione della risorsa idrica impone un cambiamento nelle modalità operative delle imprese agricole. Reduzzi ha evidenziato che fino a oggi ogni imprenditore ha organizzato le proprie attività sulla base delle abitudini consolidate o del proprio modello economico, mentre l’attuale emergenza richiede un nuovo approccio.
Razionamento anche per il Brembo
Dal sabato 8 agosto è previsto anche il razionamento dell’acqua proveniente dal fiume Brembo. La complessità dei comprensori irrigui rende difficile individuare con precisione i territori maggiormente colpiti, perché i sistemi di distribuzione sono articolati e collegati tra loro.
Alcune aree registrano comunque condizioni meno critiche. Nella zona dell’Isola, a Telgate, Zanica, Bagnatica e Caravaggio, i nuovi impianti di irrigazione realizzati recentemente hanno contribuito a contenere gli effetti della crisi.
Gli interventi sono stati finanziati attraverso il Psrn regionale e il Pnrr, rivelandosi particolarmente importanti nella gestione dell’emergenza idrica del 2026.
Agricoltura lombarda verso un cambiamento strutturale
Le indicazioni di Legambiente e della Regione Lombardia evidenziano la necessità di una trasformazione strutturale del settore agricolo lombardo.
Secondo il direttore del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, sarà necessaria una programmazione di medio e lungo periodo per individuare quali colture ad alto consumo idrico ridurre e quali produzioni con minore richiesta d’acqua introdurre.
Il modello agricolo basato sulle abitudini consolidate e sulle esigenze delle singole aziende deve quindi lasciare spazio a una pianificazione più attenta alla disponibilità delle risorse naturali.
Data center in crescita, nuova competizione per l’acqua
La crisi idrica apre anche il tema del consumo d’acqua legato ai data center, strutture tecnologiche in forte crescita che utilizzano la stessa risorsa destinata all’irrigazione agricola.
Reduzzi ha spiegato che questi impianti rappresentano un nuovo concorrente nell’utilizzo dell’acqua e che il settore agricolo dovrà confrontarsi anche con chi realizza queste infrastrutture.
La gestione futura delle risorse idriche diventa quindi una questione centrale per equilibrare esigenze agricole, industriali e ambientali.
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