“An ga dà öna ma a la Al Gandì”: tre anni di solidarietà circolare fra territorio e beneficenza

L’associazione di Gandino trasforma il recupero degli abiti usati in un progetto concreto di aiuto, sostenibilità e vicinanza alle persone più fragili attraverso donazioni locali e internazionali

Dare nuova vita agli oggetti e sostenere chi ha bisogno

L’associazione An ga dà öna ma a la Al Gandì, realtà di beneficenza con epicentro a Cazzano Sant’Andrea ma riflessi su tutta la Val Gandino, ha scelto fin dalla sua nascita di unire riciclo e solidarietà attraverso la raccolta e la rivendita, a cifre simboliche, di indumenti usati ancora in ottime condizioni.

L’obiettivo dell’iniziativa è semplice ma significativo: permettere a vestiti e materiali ancora utilizzabili di avere una seconda vita, riducendo gli sprechi e promuovendo una cultura del riuso e del risparmio. Il ricavato ottenuto dalla vendita viene destinato interamente a iniziative benefiche rivolte al territorio e a progetti di aiuto.

Tre anni di attività: il bilancio sociale

A tre anni dalla nascita, “An ga dà öna ma a la Al Gandì” ha voluto condividere con tutta la comunità il proprio bilancio sociale, illustrando i risultati raggiunti grazie al sostegno ricevuto ogni settimana dai cittadini e all’impegno costante dei volontari.

“Grazie al vostro aiuto e all’impegno dei nostri volontari, in questo triennio siamo riusciti a trasformare la generosità della comunità in azioni di solidarietà tangibili sul territorio e nel mondo”, ha spiegato l’associazione nel proprio messaggio di ringraziamento.

Il lavoro svolto ha permesso di trasformare ogni donazione ricevuta in un’opportunità concreta di sostegno, creando una rete solidale capace di coinvolgere persone, enti e associazioni.

Gli aiuti alle famiglie e le collaborazioni con le realtà locali

Tra gli interventi più importanti realizzati negli ultimi tre anni figurano i sostegni economici rivolti ad alcune famiglie del territorio che si trovavano in condizioni temporanee di difficoltà o fragilità.

L’associazione ha inoltre sostenuto “la Scuola Materna di Cazzano Sant’Andrea con un contributo economico destinato alla sostituzione della caldaia, garantendo così un ambiente più confortevole e adeguato per i bambini ospitati nella struttura”.

Un ulteriore intervento ha riguardato la collaborazione con il Comune di Cazzano Sant’Andrea, al quale è stato assegnato un contributo economico destinato alla realizzazione e al finanziamento di eventi, attività e progetti rivolti alla cittadinanza.

Gli abiti raccolti diventano strumenti di solidarietà 

Una parte dell’abbigliamento, delle calzature e del materiale affidato dai cittadini all’associazione è stata destinata a specifici percorsi di solidarietà attraverso reti sicure e collaborazioni consolidate.

Tra queste spicca la collaborazione con “l’Operazione Mato Grosso, alla quale sono stati donati materiali e capi d’abbigliamento per sostenere importanti progetti e spedizioni umanitarie. Un’altra parte delle raccolte – si legge nel post su Facebook – è stata inviata a un orfanotrofio in Bosnia ed Erzegovina, portando un aiuto concreto ai bambini accolti nella struttura”.

La rete solidale con le Suore di Clausura

La solidarietà promossa da An ga dà öna ma a la Al Gandì ha raggiunto anche il capoluogo attraverso una donazione destinata a un centro di prima necessità di Bergamo, impegnato nel sostegno alle persone più vulnerabili.

Un ruolo importante è stato svolto anche dalla collaborazione con una volontaria di Cene, grazie alla quale una parte del vestiario raccolto è stata consegnata alle Suore di Clausura di Bergamo Alta.

Le religiose hanno provveduto personalmente alla distribuzione degli indumenti alle mamme carcerate e alle famiglie bisognose, trasformando ancora una volta un semplice gesto di generosità in un aiuto concreto.

Ogni donazione alimenta una grande catena del bene

“Ogni singolo capo d’abbigliamento o oggetto donato, selezionato o acquistato nei nostri spazi ha contribuito direttamente a questa grande catena del bene”, sottolinea l’associazione nel racconto del proprio percorso.

An ga dà öna ma a la Al Gandì si conferma così non soltanto come un luogo dedicato all’incontro e al recupero degli oggetti, ma come un vero motore di solidarietà circolare, capace di collegare il valore del riuso con quello dell’aiuto reciproco.

Il ringraziamento all’Amministrazione comunale e alla comunità

“Un ringraziamento particolare è rivolto all’Amministrazione Comunale di Cazzano Sant’Andrea, che fin dall’inizio ha creduto nel progetto mettendo gratuitamente a disposizione gli ambienti utilizzati dall’associazione – chiude il bilancio dell’associazione -. Questa collaborazione ha permesso di eliminare i costi di gestione degli spazi, consentendo di destinare ogni risorsa disponibile alle attività di beneficenza. Il nostro grazie più profondo va infine a ciascuno di voi: ai volontari che donano il proprio tempo, alle realtà partner e a tutti i cittadini che continuano a camminare insieme a noi”, conclude An ga dà öna ma a la Al Gandì, ribadendo il valore di una comunità unita dalla solidarietà”.

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