Bergamo, aggredita in via Carnovali: arrestato il presunto responsabile

La donna sarebbe stata immobilizzata e avrebbe subito un tentativo di violenza sessuale prima del furto del telefono. L'uomo è stato individuato grazie alla geolocalizzazione del dispositivo

Carabinieri

Una serata si è trasformata in pochi istanti in una grave aggressione in via Carnovali, a Bergamo. Una giovane donna di cittadinanza boliviana sarebbe stata avvicinata da un uomo mentre percorreva la strada, per poi essere fatta cadere a terra e immobilizzata. Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, durante l’episodio ci sarebbe stato anche un tentativo di violenza sessuale.

La reazione della vittima, che ha iniziato a urlare opponendosi all’aggressore, avrebbe fatto desistere l’uomo. Prima di allontanarsi, tuttavia, il presunto responsabile si sarebbe impossessato del suo telefono cellulare.

Le ricerche avviate immediatamente dagli agenti hanno permesso di individuare in breve tempo un sospettato: determinante è stata la geolocalizzazione dello smartphone sottratto alla donna. L’uomo è stato arrestato e successivamente condotto nel carcere di Bergamo.

L’aggressione nella serata del 18 agosto

L’episodio risale alla serata di martedì 18 agosto. In base agli elementi raccolti dagli investigatori, la giovane stava camminando lungo via Carnovali quando sarebbe stata raggiunta da un uomo che si muoveva in bicicletta.

Dopo alcuni tentativi di avvicinamento, la situazione sarebbe rapidamente degenerata. L’uomo, stando alla ricostruzione della Polizia, avrebbe aggredito la giovane provocandone la caduta a terra.

Una volta immobilizzata, avrebbe quindi cercato di sfilarle i pantaloncini. È in questa fase che la reazione della vittima avrebbe impedito che l’aggressione proseguisse. La donna ha infatti opposto resistenza e richiamato l’attenzione urlando.

Di fronte alla sua reazione, il presunto aggressore avrebbe rinunciato al tentativo, ma prima di fuggire avrebbe preso il cellulare della giovane.

Lo smartphone conduce gli agenti al sospettato

Dopo l’allarme sono entrati in azione gli agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato, che hanno immediatamente avviato le ricerche nella zona.

Un elemento si è rivelato particolarmente importante per ricostruire gli spostamenti successivi alla fuga. Gli agenti hanno infatti utilizzato il sistema di geolocalizzazione del telefono cellulare rubato, riuscendo così a restringere rapidamente l’area nella quale effettuare le ricerche.

Il segnale dello smartphone avrebbe condotto i poliziotti nelle vicinanze del luogo dell’aggressione. Poco dopo è stato individuato un uomo che, secondo quanto riferito, aveva ancora con sé il dispositivo sottratto alla vittima.

Il sospettato è un cittadino colombiano regolarmente soggiornante sul territorio italiano e senza fissa dimora. Al termine degli accertamenti è stato arrestato con le accuse di rapina e violenza sessuale.

Disposta la custodia cautelare in carcere

Dopo l’arresto, l’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale di Bergamo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il successivo passaggio davanti al giudice è avvenuto il 20 agosto. L’arresto è stato convalidato ed è stata disposta nei confronti dell’indagato la misura della custodia cautelare in carcere.

Le contestazioni formulate riguardano la dinamica ricostruita dagli investigatori: da una parte la sottrazione del telefono avvenuta durante l’aggressione, dall’altra il presunto tentativo di violenza sessuale denunciato dalla giovane.

Come previsto dall’ordinamento, le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento e la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile.

Decisiva la reazione della vittima

Nella sequenza dell’accaduto assume particolare rilievo anche il comportamento della donna. La sua reazione avrebbe costretto l’aggressore a interrompere il tentativo di sfilarle i pantaloncini, permettendo successivamente l’intervento delle forze dell’ordine.

Altrettanto rapida è stata l’attività investigativa svolta dopo la segnalazione. La possibilità di localizzare lo smartphone ha fornito agli agenti un’indicazione immediata sugli spostamenti del dispositivo e ha consentito di individuare il sospettato poco distante.

Il telefono è stato trovato ancora nella disponibilità dell’uomo fermato, elemento che è entrato nel quadro degli accertamenti effettuati dalla Polizia.

L’intera vicenda, dall’aggressione all’individuazione del presunto responsabile, si è quindi sviluppata nell’arco di un periodo relativamente breve. Il procedimento giudiziario dovrà ora chiarire definitivamente la dinamica e le responsabilità relative a quanto avvenuto in via Carnovali.

Redazione

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