Lettere ignorate: il silenzio delle istituzioni
I Comitati dei quartieri adiacenti all’aeroporto di Bergamo denunciano il mancato riscontro alle loro richieste da parte della sindaca Elena Carnevali e del prefetto Luca Rotondi. A partire da settembre scorso, i rappresentanti dei residenti hanno inviato diverse comunicazioni, senza ricevere risposte concrete. La prima lettera, indirizzata alla sindaca e poi estesa anche all’assessore all’Ambiente Oriana Ruzzini, sollecitava chiarimenti sullo studio epidemiologico previsto per il 2022, ma mai avviato. Successivamente, è stata scritta una missiva anche al prefetto, rimasta anch’essa senza seguito.
Inquinamento e mancato rispetto delle prescrizioni
Uno dei punti critici sottolineati dai comitati riguarda il mancato rispetto della zonizzazione acustica aeroportuale, approvata solo nel novembre 2023, con vent’anni di ritardo. Questo piano prevede che i quartieri di Bergamo debbano rientrare nei limiti di 60 decibel di rumore, ma i cittadini denunciano livelli di inquinamento acustico significativamente superiori. I valori negativi, legati sia al rumore che alla qualità dell’aria, sarebbero cresciuti in modo sproporzionato rispetto all’aumento dei voli.
Secondo i residenti, lo sviluppo dello scalo non avrebbe rispettato le prescrizioni imposte dalla Valutazione di impatto ambientale del 2003. Il mancato rispetto delle normative coinvolge anche il verbale della riunione prefettizia del 2007, che prevedeva un limite massimo di voli e specifiche sanzioni per le rotte che sorvolano edifici sensibili come ospedali, scuole e case di riposo.
Richieste di chiusura notturna e indagine epidemiologica
Le associazioni chiedono con urgenza la chiusura notturna del Caravaggio per limitare i disagi legati al traffico aereo durante le ore più sensibili. Questa misura, insieme allo studio epidemiologico promesso ma mai realizzato, è al centro delle loro rivendicazioni. Lo studio sarebbe essenziale per comprendere gli effetti dell’inquinamento atmosferico e acustico sulla salute pubblica. L’incremento dei voli e la modifica delle rotte aeree, inoltre, destano ulteriori preoccupazioni per la sostenibilità ambientale e la sicurezza.
Lettera al prefetto: sviluppo non equilibrato
Nella missiva inviata al prefetto, i comitati sottolineano come l’espansione dello scalo debba essere compatibile con le esigenze del territorio. La lettera cita esplicitamente la Delibera n. 12564 del 2003 della Regione Lombardia, che raccomanda di mantenere un ragionevole equilibrio tra l’aeroporto e il contesto territoriale. Tuttavia, secondo i residenti, le azioni intraprese finora contravvengono a tali disposizioni, aggravando le condizioni ambientali e di sicurezza.
Un appello per il futuro della città
La posizione dei comitati è chiara: l’aeroporto rappresenta una risorsa economica e turistica per Bergamo, ma il suo sviluppo non può avvenire a scapito della salute e del benessere dei residenti. Le richieste avanzate includono non solo il rispetto delle normative vigenti, ma anche un confronto con le istituzioni, i gestori aeroportuali e le autorità ambientali per garantire uno sviluppo sostenibile dello scalo. Per il momento, il silenzio delle istituzioni rimane un ostacolo alle loro rivendicazioni.
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