Una cittadina kenyota di 19 anni è stata fermata all’aeroporto di Orio al Serio dalla Polizia di Stato, con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo. L’operazione, frutto di un’indagine condotta dalla Digos di Milano e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha bloccato la giovane mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto in Turchia, presunto punto di transito per raggiungere zone di conflitto in Medio Oriente.
Indagine e radicalizzazione
La giovane era stata identificata attraverso il monitoraggio di ambienti jihadisti online. Sui suoi profili social, la ragazza pubblicava contenuti propagandistici, utilizzando simboli legati all’Isis e promuovendo la Jihad. Dichiarava il proprio supporto all’organizzazione e inneggiava al suicidio a scopo terroristico, citando riferimenti religiosi per giustificare la partecipazione delle donne alla guerra santa.
Le autorità hanno sequestrato una pistola giocattolo e analizzato video in cui la giovane maneggiava un fucile ad aria compressa. Dai dati raccolti, emergevano contatti diretti con persone in Turchia, presumibilmente connessi a gruppi estremisti.
Motivazioni e fermo
Durante l’interrogatorio, la giovane ha dichiarato che voleva raggiungere la Turchia per sposare un 23enne conosciuto sui social, ma il giudice per le indagini preliminari (gip) ha respinto questa versione, evidenziando invece la sua determinazione a unirsi alla Jihad. La ragazza, che viveva a Carugate e proveniva da un contesto familiare difficile, aveva mostrato una rapida radicalizzazione ideologica.
Il gip Luca Milani ha sottolineato l’ostinazione evidente della giovane, con una “ricerca spasmodica” di contatti in Medio Oriente. Ha inoltre evidenziato come la Siria rappresenti uno dei principali teatri di attività jihadiste, con la ragazza pronta a sacrificarsi per la causa islamista.
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