A poco più di un mese dalla chiusura dell’ufficio postale di Monterosso, a Bergamo, gli effetti della dismissione si stanno rivelando pesanti per i cittadini, soprattutto per le fasce più vulnerabili, e per il personale degli uffici vicini.Nonostante il ripristino parziale di alcuni servizi, come il bancomat, i problemi per gli abitanti del quartiere e per chi utilizza gli sportelli di Valverde-Valtesse sono sempre più evidenti.
Un disagio per anziani e cittadini meno digitalizzati
La chiusura dell’ufficio ha colpito duramente in particolare le persone anziane e quelle meno avvezze alla tecnologia, che spesso si recano alle Poste per operazioni essenziali, come il pagamento di bollettini o il ritiro di raccomandate e pacchi. Giacomo Pessina, segretario generale dello Spi-Cgil di Bergamo, ha evidenziato come l’assenza di un presidio fisico a Monterosso rappresenti un ostacolo per chi non può affidarsi a strumenti digitali e necessita di un contatto diretto con il servizio postale.
L’ufficio di Valverde-Valtesse al collasso
Con la chiusura di Monterosso, i cittadini sono stati indirizzati verso l’ufficio postale di via Ruggeri da Stabello, già responsabile di servire i quartieri di Valverde e Valtesse. Il risultato è stato un sovraccarico del servizio, che ha messo in crisi il personale e causato lunghe code. Alessandro Esposito, rappresentante della Slc-Cgil provinciale, ha spiegato che l’ufficio, con sole tre operatrici oltre alla direttrice, fatica a gestire l’aumento del numero di utenti.
Secondo Esposito, le code si formano già all’apertura e spesso si protraggono fino alla chiusura, costringendo molte persone ad attendere all’esterno, lungo il marciapiede. Questo clima di pressione continua sta generando tensioni tra utenti e personale, mettendo a rischio la qualità del servizio e il benessere delle lavoratrici, che in molti casi non riescono nemmeno a fare pause essenziali.
Un problema per due territori
La decisione di chiudere l’ufficio postale di Monterosso ha avuto un impatto negativo su due territori: da un lato i cittadini di Monterosso, rimasti senza un presidio locale; dall’altro, gli utenti di Valverde-Valtesse, che ora devono fare i conti con un servizio congestionato. Secondo i sindacati, questa situazione sta penalizzando gravemente i residenti di entrambe le aree, oltre a mettere sotto pressione il personale delle Poste.
Le richieste dei sindacati
La Cgil ha definito inaccettabile la decisione di chiudere l’ufficio postale senza un’adeguata valutazione dell’impatto sociale. Giacomo Pessina e Alessandro Esposito hanno chiesto a Poste Italiane di rivedere l’organizzazione e potenziare l’ufficio di via Ruggeri da Stabello, aumentando il personale per garantire condizioni di lavoro dignitose e un servizio adeguato.
La richiesta è quindi quella di un intervento immediato da parte di Poste Italiane, per evitare che una decisione unilaterale continui a penalizzare i cittadini e le lavoratrici, con ripercussioni sulla qualità di un servizio essenziale per la comunità.
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