Sono iniziati i lavori per mettere in sicurezza la frana del Monte Saresano, che nel febbraio 2021 si era attivata a causa di una scossa sismica, destando allarme tra gli abitanti del lago d’Iseo. Dopo le operazioni preliminari di allestimento del cantiere e posa delle reti di protezione, si entra ora nella fase operativa del progetto, che durerà 15 mesi. Tuttavia, per considerare completamente risolto il problema serviranno almeno tre anni, a causa della complessità dell’intervento e dei tempi imposti dalla natura.
Paolo Galvanin, ingegnere della Alpina Spa, ha spiegato che la frana rappresentava un fenomeno inedito, senza precedenti studi o monitoraggi specifici. Per questo motivo, dopo l’evento iniziale, sono state condotte due campagne di indagini geologiche per individuare le soluzioni migliori.
Il piano d’intervento: tre fasi per la stabilizzazione
La strategia per mettere in sicurezza il Monte Saresano prevede tre fasi distinte. In primo luogo, si interverrà sul piede della frana, successivamente verranno realizzati drenaggi profondi per ridurre la pressione del terreno e infine si opererà sulla fascia di testa.
Il monitoraggio avviene grazie all’utilizzo di sondaggi profondi e inclinometri, strumenti in grado di misurare i movimenti del terreno. Massimo Sartorelli, della stessa società Alpina, ha sottolineato che attualmente lo spostamento della frana è di 3-4 millimetri al mese, un dato rassicurante rispetto ai decimetri di movimento registrati nei momenti di massima allerta nel 2021.
Una delle frane più monitorate d’Europa
Secondo Alessio Rinaldi, presidente dell’Autorità di Bacino, la frana di Tavernola è oggi tra le più osservate d’Europa. Il finanziamento per la messa in sicurezza, raccolto grazie a fondi della Regione Lombardia e del Ministero, ammonta a oltre 16 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati esclusivamente ai lavori di stabilizzazione.
Da quando si è verificata la frana, tutti i 16 Comuni del lago d’Iseo hanno attivato piani aggiornati di Protezione Civile, in grado di intervenire tempestivamente in caso di nuove emergenze. Inoltre, la Regione ha reso operativa un’allerta automatica tramite app, per informare rapidamente la popolazione in caso di pericolo.
Nel luglio scorso, a Tavernola sono state testate le teletrasmissioni delle antenne per migliorare la comunicazione tra i gruppi di Protezione Civile. Intanto, la cementifera situata sotto la frana ha smesso di utilizzare esplosivi nella miniera di Cà Bianca, riducendo così i rischi di ulteriori smottamenti.
Viabilità e tempi di completamento
Nonostante l’avvio dei lavori, la strada tra Vigolo e Parzanica rimarrà chiusa fino al completamento dell’intervento, stimato in tre anni. Questo periodo è considerato necessario per garantire che il territorio sia completamente sicuro e stabilizzato.
L’intera operazione rappresenta uno dei più importanti progetti di messa in sicurezza del territorio lombardo, un intervento reso necessario dalla fragilità geologica dell’area e dall’attenzione sempre più alta verso il rischio idrogeologico in Italia.
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