Un nuovo scrigno di arte sacra e storia si prepara ad aprire le porte nel cuore di Città Alta a Bergamo. Sabato 27 settembre 2025 sarà inaugurato il nuovo Museo Diocesano Adriano Bernareggi, allestito nell’antico palazzo episcopale – un edificio mai aperto prima al pubblico – che per secoli ha ospitato la residenza dei vescovi bergamaschi. L’inaugurazione sarà celebrata con una grande festa cittadina nella piazza della Cattedrale.
Il cuore monumentale del palazzo è l’Aula Picta, sala delle udienze del XII secolo, oggi oggetto di un importante restauro degli affreschi medievali. Con il ritorno sul colle di San Salvatore, dove fu fondato nel 1961, il museo si inserisce in un itinerario culturale diffuso, che include anche il Battistero, il Museo e Tesoro della Cattedrale, il futuro Tempietto di Santa Croce e l’Oratorio di San Lupo. Un biglietto unico permetterà ai visitatori di esplorare tutti questi luoghi, in un viaggio che attraversa oltre 1700 anni di storia ecclesiale e artistica.
Su una superficie espositiva di oltre 900 metri quadrati, il museo accoglierà 60 opere tra pittura, scultura e oggetti preziosi dal Trecento al Novecento: tra gli autori esposti figurano Lorenzo Lotto, Andrea Previtali, Giovan Battista Moroni, Gian Paolo Cavagna e Carlo Ceresa, insieme alle botteghe Fantoni e Caniana. Le sale ospiteranno anche opere provenienti da 15 parrocchie della diocesi, a rotazione temporanea.
Fiore all’occhiello della collezione sono due recenti donazioni di rilievo internazionale. La prima è quella di Guido Crippa e Carmen Oberti, che hanno donato nove dipinti del seicentesco Evaristo Baschenis, noto per le sue raffinate nature morte, la più ampia raccolta al mondo dell’artista. La seconda è quella legata a Giacomo Manzù, scultore bergamasco di fama mondiale, che arricchisce la collezione del museo con cinque nuove opere, tra cui un pannello in bronzo, una formella per la Porta della Morte di San Pietro, una scultura in ceramica e un prezioso crocifisso donato dalla famiglia del sacerdote Marco Farina.
Il progetto museale è il risultato di un lungo percorso avviato nel 2018, con studi archeologici e lavori di restauro che hanno interessato 1600 metri quadrati del palazzo episcopale. Gli scavi hanno riportato alla luce una domus romana del I secolo a.C., strutture longobarde e resti rinascimentali, raccontando la stratificazione storica e culturale del sito. Il museo sarà anche spazio educativo e multimediale, con ambienti dedicati a conferenze, didattica e narrazione interattiva sulla storia di Piazza Duomo.
La Fondazione Adriano Bernareggi, che gestisce il nuovo allestimento, intende fare del museo un punto d’incontro e di riflessione per tutta la comunità. Come affermato dal direttore Don Davide Rota Conti, l’obiettivo è offrire un’esperienza relazionale in grado di connettere il patrimonio artistico con il vissuto contemporaneo della Chiesa bergamasca. Due sale monografiche saranno dedicate esclusivamente a Baschenis e Manzù, a sottolineare il valore e l’unicità di queste collezioni.
Nel frattempo, prosegue “Destinazione Museo”, il percorso di avvicinamento all’apertura ufficiale: la sesta tappa della rassegna, intitolata “I Conti tornano”, è visitabile dal 5 aprile all’8 giugno 2025 presso la Chiesa di Sant’Alessandro della Croce, con visite guidate curate dai giovani de Le Vie del Sacro.
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