Furti nei vivai, spariti 8 quintali di piante: “Arrivano coi furgoni, agiscono su commissione”

Due colpi in pochi giorni a Paladina e Valbrembo. Il titolare: “Mai successo in 21 anni, ora è allarme”

Otto quintali di piante rubate in meno di una settimana. È il bilancio di due furti subiti da Andrea Brioschi, titolare della Eden Officina Botanica, storica impresa di progettazione e manutenzione del verde con sede a Paladina, nella Bergamasca. Un danno economico importante, ma soprattutto un segnale preoccupante per chi lavora in un settore spesso considerato immune da simili attacchi.

In 21 anni di attività non mi era mai capitato nulla del genere – racconta Brioschi –. Invece adesso, nel giro di pochi giorni, mi ritrovo con due furti e un danno da migliaia di euro”. Il primo episodio risale al 2 aprile, intorno alle 19.40, orario di chiusura del vivaio. “Ero nell’altra parte della struttura e non mi sono accorto di nulla. Hanno portato via tre palme Cycas Revoluta, piante ornamentali del valore elevato e dal peso di circa un quintale ciascuna”.

Il secondo colpo è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 aprile, questa volta a Valbrembo, in un’area espositiva dell’azienda situata lungo la provinciale. A sparire sono stati cinque ulivi macrobonsai, anche questi di notevole valore economico e dimensioni importanti. “Piante rare e pesanti, del valore complessivo stimato in 4.500 euro”, precisa l’imprenditore.

Le modalità sono sempre le stesse: i ladri agiscono con rapidità e precisione, utilizzando furgoni per il trasporto e, presumibilmente, pianificando con cura i colpi. “Hanno le immagini delle telecamere, le ho consegnate ai carabinieri di Petosino, che stanno indagando – prosegue Brioschi –. Si vedono chiaramente due individui: uno grande e robusto, l’altro con un cappellino. Penso sia un’azione su commissione, oppure qualcuno che vuole rifarsi il giardino senza mettere mano al portafoglio”.

Il sospetto di un mercato nero delle piante ornamentali non è nuovo nel settore, ma raramente si traduce in azioni così plateali e ravvicinate. La tipologia di refurtiva – piante costose, pesanti, difficili da trasportare e da rivendere senza destare sospetti – fa pensare a clienti finali disposti ad acquistare merce rubata pur di risparmiare sul costo di esemplari di pregio.

Nonostante la denuncia, la preoccupazione resta alta. “Spero che si diano una calmata – conclude Brioschi –. Il danno non è solo economico: è anche morale. Qui lavoriamo con passione, ogni pianta ha una storia e un valore che va oltre il prezzo”.

Redazione

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