Un ingente sequestro di droga è avvenuto a Bolgare, in provincia di Bergamo, dove i carabinieri di Grumello del Monte, in collaborazione con la Polizia locale e l’Unità cinofila di Orio al Serio, hanno arrestato un uomo di 62 anni e sequestrato oltre 25 chili di oppio pronti per essere immessi sul mercato. L’uomo, di origine pakistana e residente da anni in Italia, è stato fermato e posto in custodia cautelare presso il carcere di via Gleno, a Bergamo.
Le indagini sono partite grazie alle segnalazioni dei residenti, che avevano notato un anomalo via vai di persone, in particolare immigrati, presso l’abitazione dell’uomo, situata nel centro del paese. I sospetti si sono concentrati soprattutto sul movimento continuo di clienti a qualsiasi ora, oltre alla presenza frequente del 62enne in giro in bicicletta, probabilmente impegnato in consegne a domicilio della sostanza stupefacente.
L’operazione e la perquisizione
Il blitz è scattato dopo un controllo amministrativo: l’uomo è stato convocato mercoledì scorso presso l’ufficio anagrafe del Comune per un accertamento sui documenti. Si è presentato insieme a un cittadino indiano, ma ad attenderlo c’erano le forze dell’ordine, che lo hanno fermato per poi procedere con la perquisizione domiciliare.
All’interno dell’appartamento, gli agenti hanno scoperto: 24 chili di bulbi di papavero suddivisi in sacchetti termosaldati da 100 grammi, 1,7 chili di oppio tritato già confezionato, 6 bustine di oppio in forma collosa destinato al consumo orale, 6mila euro in contanti e 6 frullatori usati per la lavorazione della droga
Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’attività illegale era strutturata e operativa da tempo, con un mercato ben radicato nella zona, in particolare tra lavoratori stranieri impiegati nei settori agricolo ed edile, dove l’assunzione orale di oppio è praticata per resistere alla fatica.
Un profilo insospettabile
Il 62enne, in Italia da dodici anni, risultava incensurato e disoccupato da tempo. Viveva da solo, mentre la famiglia – moglie e figli – si trova tuttora in Pakistan. Le forze dell’ordine ritengono che si mantenesse esclusivamente con i proventi dell’attività di spaccio, sfruttando la diffusione di una droga poco controllata come l’oppio, la cui presenza sul territorio non è comune quanto quella di altre sostanze.
L’intervento delle autorità
L’arresto è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto la detenzione in carcere. Tutto il materiale sequestrato, compresi i contanti e gli strumenti per la lavorazione dello stupefacente, è stato messo sotto sequestro.
Le indagini proseguono per accertare se vi siano altri soggetti coinvolti nella rete di distribuzione e se vi siano collegamenti con traffici internazionali di droga. Gli inquirenti non escludono che l’uomo potesse essere un punto di riferimento locale per l’importazione e la lavorazione dell’oppio destinato a un’utenza specifica.
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