Bergamo, rider al caldo: “Lavoriamo anche 10 ore al giorno”

Sotto il sole e senza soste: la difficile condizione dei rider a Bergamo e la risposta dei sindacati, sul piede di guerra

Il lavoro sotto il sole: la dura realtà dei rider a Bergamo

In questi giorni di caldo torrido, i rider di Bergamo non si fermano. Nonostante le temperature record, continuano a percorrere le strade della città, affrontando il sole, l’asfalto rovente e i rischi del traffico per portare a termine le consegne. A differenza di altre regioni, come il Piemonte, che ha adottato una ordinanza anti-caldo anche per i rider, Bergamo non prevede restrizioni simili. In città, i fattorini, molti dei quali di origini straniere, sono costretti a lavorare senza orari fissi e senza la possibilità di fermarsi durante le ore più calde della giornata.

“Non possiamo fermarci”, raccontano i rider. “Se non consegniamo, non veniamo pagati. Lavoriamo oltre dieci ore al giorno, e guadagniamo poche manciate di euro a consegna”. Nonostante le difficoltà, i rider sono determinati a proseguire il loro lavoro.

Il “bonus caldo” di Glovo sospeso: misura inefficace

Nei giorni scorsi, la piattaforma Glovo aveva introdotto un “bonus caldo”, pensato per compensare i rider durante le alte temperature. Tuttavia, la misura è stata sospesa il 3 luglio, dopo le proteste dei sindacati. I lavoratori avevano fatto notare che il bonus era di entità irrisoria, pari a pochi centesimi a consegna, e che sarebbe stato erogato solo a settembre, rendendolo di fatto inutilizzabile per acquistare misure di protezione come creme solari o sali minerali.

Glovo ha risposto che il bonus non era un incentivo per lavorare più ore, ma una misura compensativa per il caldo. Tuttavia, la sospensione ha suscitato nuove polemiche tra i sindacati, che ritengono che i rider debbano essere tutelati maggiormente.

Sindacati in prima linea: la lotta per la salute dei rider

La salute e sicurezza dei rider è diventata una delle principali preoccupazioni dei sindacati. Francesco Chiesa, segretario generale di Nidl Cgil Bergamo, ha denunciato il “ricatto” subito dai rider: “Solo una minoranza è dipendente, mentre la maggior parte non può permettersi di fermarsi. Se non consegnano, non guadagnano. Chiediamo sussidi economici per chi decide di fermarsi e dotazioni di protezione come borracce e sali minerali”.

Alessia Cozzi della Felsa Cisl di Bergamo ha sottolineato che sono in corso discussioni con le piattaforme di food delivery. La Cisl ha ottenuto che Glovo sospendesse il bonus, ma il lavoro per migliorare le condizioni dei rider prosegue. “Sono necessari più diritti e tutele per questa categoria”, ha aggiunto Cozzi.

Pasquale Papaianni, coordinatore della Uil Bergamo, ha evidenziato come i rider siano “dipendenti da un algoritmo” e come sia fondamentale la loro “contrattualizzazione” per garantire loro dignità e sicurezza sul lavoro.

Redazione

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