Bergamo, letti i nomi dei 12mila bambini uccisi a Gaza

Davanti a Palazzo Frizzoni una maratona di lettura per la pace: coinvolte istituzioni, associazioni e cittadini

Una lunga lettura, silenziosa e carica di significato, ha preso vita a Bergamo nella mattinata del 31 agosto. Davanti a Palazzo Frizzoni, sede del municipio cittadino, è iniziata la lettura pubblica dei nomi dei 12mila bambini rimasti uccisi dal 7 ottobre 2023 in Israele e nella Striscia di Gaza.

Un’iniziativa toccante, promossa dall’amministrazione comunale, che ha visto l’adesione di tutti i gruppi consiliari e la partecipazione di numerose realtà territoriali impegnate per la pace. Il primo a dare voce ai nomi è stato il vescovo Francesco Beschi, seguito dalla sindaca Elena Carnevali. L’apertura dell’evento è stata affidata all’assessora alla Pace, Marzia Marchesi, che ha evidenziato la volontà della città di schierarsi contro ogni forma di guerra e occupazione armata. «Questa giornata – ha spiegato – nasce in concomitanza con la partenza della Global Sumud Flotilla, per esprimere solidarietà al popolo palestinese e ribadire l’impegno collettivo per la giustizia e la dignità umana».

La lettura dei nomi proseguirà fino alle ore 20, coinvolgendo centinaia di lettori volontari appartenenti ad associazioni, gruppi pacifisti, esponenti istituzionali e semplici cittadini. Numerose le sigle aderenti, tra cui la Rete bergamasca pace e disarmo e il Coordinamento provinciale bergamasco Enti locali per la pace e i diritti umani.

Un filo ideale collega la città di Bergamo con altri luoghi della memoria: gli stessi nomi erano stati letti dal cardinale Matteo Zuppi a Montesole lo scorso 14 agosto, in occasione di una commemorazione simile. Le bandiere arcobaleno della pace sventolano in tutta l’area antistante Palazzo Frizzoni, mentre la folla – radunatasi già dalle 9.30 del mattino – ascolta in silenzio i nomi dei piccoli caduti.

L’iniziativa rappresenta un gesto simbolico ma potente, che mira a restituire identità e umanità alle vittime del conflitto, spesso ridotte a numeri. La lettura integrale dei 12mila nomi durerà diverse ore, creando un flusso ininterrotto di memoria e riflessione. Ogni nome pronunciato diventa un atto di resistenza civile, un richiamo alla responsabilità collettiva e un invito alla costruzione di un futuro fondato sulla pace.

Redazione

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