Femminicidio di Pamela Genini, il dolore delle amiche e la rabbia della socia Elisa Bartolotti

Sui social i messaggi di cordoglio per la 29enne uccisa a Milano. L’amica Nicole Dmgi: “Non dobbiamo abituarci”

Il femminicidio di Pamela Genini continua a scuotere Milano e la Valle Imagna, dove la giovane imprenditrice era nata e cresciuta. Uccisa martedì sera dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, nel suo appartamento di via Iglesias, nel quartiere Gorla, la 29enne bergamasca è diventata l’ennesima vittima di una violenza che non accenna a fermarsi.

Mentre le indagini della Procura di Milano proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica e il movente dell’omicidio, sui social si moltiplicano i messaggi di dolore e indignazione. Elisa Bartolotti, socia e amica con cui Pamela aveva fondato il marchio di moda EP SheLux, ha pubblicato un post carico di rabbia e affetto, rivolto anche all’assassino. Un grido di dolore che riflette lo smarrimento di chi ha perso non solo una collega, ma una compagna di vita e di lavoro.

Le parole delle amiche sui social

Anche l’influencer Nicole Dmgi, amica della vittima, ha affidato a Instagram un messaggio che ha rapidamente fatto il giro del web “Una mia cara amica è stata vittima di femminicidio. Aveva solo 29 anni, una vita davanti, tanti sogni. Fa male pensare che nel 2025 ci siano ancora donne che perdono la vita così. Non è normale, non dobbiamo abituarci”.

Parole che racchiudono l’incredulità e la rabbia di un’intera generazione di donne, stanche di dover commentare l’ennesima tragedia causata da chi trasforma l’amore in possesso e violenza.

La dinamica dell’omicidio

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Soncin avrebbe colpito Pamela con numerose coltellate sul balcone della casa, al termine di un violento litigio. La donna, in un estremo tentativo di salvarsi, ha telefonato al suo ex compagno per chiedere aiuto, ma quando l’uomo è arrivato sul posto insieme ai soccorsi, era ormai troppo tardi.

I vicini di casa hanno raccontato di aver sentito le sue urla nitide: “Gridava aiuto, aiuto”, ha riferito una testimone. Gli agenti, arrivati dopo la segnalazione al 112, hanno trovato la porta chiusa e hanno dovuto sfondarla con l’aiuto dei vigili del fuoco. Soncin, feritosi al collo nel tentativo di suicidarsi, è ora piantonato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda.

Le indagini e i precedenti dell’aggressore

La Procura di Milano contesta all’uomo l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dagli atti persecutori. Dagli accertamenti è emerso che in passato Soncin era già stato arrestato per truffa internazionale, e che il suo rapporto con Pamela era segnato da forti tensioni e minacce.

Gli inquirenti stanno ora valutando se la giovane avesse confidato a qualcuno le sue paure o se avesse chiesto aiuto nei giorni precedenti l’aggressione.

Una ferita collettiva

La morte di Pamela Genini ha lasciato un vuoto profondo nella comunità bergamasca e nel mondo della moda indipendente, dove era conosciuta per creatività, determinazione e spirito imprenditoriale. L’abbraccio delle amiche e dei familiari sui social è diventato un grido corale contro l’indifferenza.

“Non dobbiamo abituarci” è la frase che si ripete, con forza e disperazione, in centinaia di post che accompagnano il ricordo di Pamela: una giovane donna che aveva costruito la propria vita intorno ai sogni, all’amore e al lavoro, e che ora diventa simbolo di una battaglia che non può più aspettare.

Redazione

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