Furti al nido “La Banda degli Amici”: rubata la pianta curata dai bambini

Dopo libri, ombrelli e fiori, sparisce anche una pianta cresciuta con l’amore dei piccoli. Le educatrici: “I bimbi ci chiedono il perché, speriamo in un gesto di cuore”.

 Un gesto piccolo, ma che lascia una ferita profonda. Alla scuola dell’infanzia “La Banda degli Amici” di Bergamo, in via Ruggeri da Stabello, il rientro dal ponte dell’Immacolata ha riservato una brutta sorpresa: qualcuno ha rubato una pianta grassa che i bambini curavano con attenzione da mesi. La pianta era sistemata, come d’abitudine, in un vaso all’ingresso del nido, segno di accoglienza e cura, ma non c’era più.

Non è la prima volta che la struttura subisce furti, raccontano le educatrici Angelica Introini e Alessandra Consonni, che da anni gestiscono il nido con spirito comunitario e attenzione al territorio. Libri di poesie, ombrelli, fiori: oggetti di poco valore materiale ma dal grande significato simbolico, sottratti nel corso del tempo a una realtà educativa che cerca di seminare gentilezza e bellezza nel quotidiano.

“I bambini ci chiedono dove sia finita, non sappiamo cosa rispondere”

È il furto della pianta, però, a colpire più di tutti. Perché è avvenuto in un momento dell’anno in cui la città si riempie di luci e speranze. E soprattutto perché coinvolge direttamente i bambini, che ne erano affezionati custodi:
“Erano loro ad annaffiarla e a curarla. È sparita e ci chiedono: ‘Perché?’”, racconta Introini a Bergamonews. Domande semplici, a cui è difficile dare risposte.

Il gesto ha suscitato amarezza, ma anche un desiderio di reazione positiva. Le educatrici hanno scelto di rispondere con una poesia di Rupi Kaur e con un messaggio di cortesia:
“Ci vuol garbo per restare cortesi in situazioni maligne” si legge sul cartello lasciato fuori dal nido. Un modo per non cedere al rancore e, anzi, rilanciare il valore dell’educazione e della gentilezza anche davanti a piccoli atti di inciviltà.

Una ferita per la comunità, non solo per il nido

Il nido è da tre anni attivo in via Ruggeri da Stabello, dopo essersi trasferito da via Crescenzi. La scelta di una sede che affaccia sulla strada non è stata casuale:
“Volevamo essere dentro il territorio, aprire le porte, fare comunità”, spiegano le fondatrici.

Nel tempo si sono create relazioni forti con il quartiere: mamme che si fermano per allattare, abitanti che portano doni o buoni scuola, una vetrina sempre allestita per le diverse ricorrenze. Un esempio di come anche una piccola realtà educativa possa diventare un presidio di socialità e bellezza.

Proprio per questo il furto non è passato inosservato. E mentre i responsabili restano ignoti, qualcuno ha già provato a colmare il vuoto:
“Un’amica è passata e ci ha portato un’orchidea. Non è la nostra pianta, ma è stato un gesto che ha riacceso il sorriso”, raccontano le insegnanti.

Speranza in un gesto riparatore

Nel messaggio lasciato fuori dalla scuola, le educatrici non si rivolgono con rabbia ai responsabili, ma con un appello a ritrovare l’umanità:
“Speriamo che qualcuno si metta una mano sul cuore e ce la riporti”, dicono. Non per rimediare al danno, ma per insegnare ai bambini che anche chi sbaglia può scegliere di fare la cosa giusta.

Redazione

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