È stato arrestato a Tunisi Daniele Lorenzetti, 34 anni, conosciuto con il soprannome di “Drago”, ritenuto il mandante dell’incendio doloso che nel novembre 2024 distrusse il salone di bellezza “King Enes” in via Nazionale a Rogno, inaugurato da appena un mese. Il rogo, secondo le indagini, fu commissionato per motivi personali e legati allo spaccio di stupefacenti, e messo in atto da Agostino Feola (classe 2003) e William Spatti, già arrestati e condannati nei mesi scorsi.
L’arresto di Lorenzetti rappresenta l’ultimo tassello di un’indagine lunga e complessa, condotta dai carabinieri delle compagnie di Clusone e Breno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo. Dopo aver seguito per mesi la sua fuga in diversi Paesi, gli investigatori sono riusciti a localizzarlo in Tunisia, dove il 3 dicembre 2025 la polizia di Tunisi lo ha catturato, grazie alle informazioni trasmesse tramite Interpol.
Attualmente Lorenzetti è detenuto nel carcere della capitale tunisina, in attesa del procedimento di estradizione in Italia, dove dovrà rispondere dei reati di incendio doloso e danneggiamenti, oltre a diverse altre accuse legate a episodi violenti e traffico di droga tra le province di Bergamo e Brescia.
Il rogo del salone di Rogno, avvenuto il 18 novembre 2024, aveva completamente distrutto il locale, con rischi concreti di propagazione delle fiamme ai piani superiori, evitati solo grazie al tempestivo intervento di tre squadre dei vigili del fuoco di Darfo Boario.
Grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte, gli inquirenti avevano identificato in breve tempo i tre responsabili. Oltre all’incendio, sono stati attribuiti agli stessi soggetti anche il rogo di un’auto e il danneggiamento di un portone a Lovere, l’11 e il 12 gennaio 2025. Lorenzetti, inoltre, avrebbe usato i social per minacciare testimoni e vittime, cercando di dissuaderli dal collaborare con la giustizia.
Già indagato in precedenza per traffico di droga, Lorenzetti era stato raggiunto il 21 febbraio 2025 da una misura cautelare di obbligo di dimora nel comune di Artogne, nell’ambito di un’inchiesta su un sodalizio criminale attivo tra Bergamo e Brescia. Ma prima ancora del rogo di Rogno, si era sottratto alla giustizia fuggendo all’estero.
L’8 gennaio 2026, intanto, è arrivata la sentenza per i due complici: 5 anni e 6 mesi di carcere per Feola, e 4 anni per Spatti, oltre al risarcimento danni alle parti civili per 60 mila euro. Il Tribunale del Riesame di Brescia aveva in precedenza disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati, misura confermata anche dalla Corte di Cassazione.
Ora, con l’arresto del presunto mandante, la Procura di Bergamo attende il completamento delle procedure di estradizione per poter celebrare anche il processo a carico di Lorenzetti, che – secondo gli inquirenti – avrebbe continuato a gestire attività illecite dall’estero, rimanendo operativo nonostante la latitanza.
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