Banda del buco, svolta nelle indagini: refurtiva ritrovata in un campo ad Azzano

Dopo il colpo da 80mila euro alla Rodensia di Colognola, la Squadra mobile recupera gran parte della merce rubata nascosta sotto un telo tra gli alberi

 Colpo di scena nell’indagine sul furto alla “Rodensia”, azienda bergamasca specializzata in impianti dentali, colpita nella notte tra martedì e mercoledì della scorsa settimana da un’azione criminale della cosiddetta “banda del buco”. Gli autori del maxi furto, stimato in circa 80.000 euro, avevano agito con violenza, sfondando un muro perimetrale dell’azienda, dopo essere entrati in quella confinante, e avevano portato via apparecchiature medicali delicate, tra cui dischi, blocchetti e fresatori cad-cam.

La refurtiva è stata in gran parte ritrovata, grazie a un lavoro meticoloso della Squadra mobile di Bergamo, che ha analizzato decine di filmati di videosorveglianza – sia pubblici che privati – delle aree limitrofe. L’indagine ha condotto gli agenti in una zona di campagna ad Azzano San Paolo, non lontana dal cimitero e dalla sede dell’azienda presa di mira. Qui, tra alcuni tronchi tagliati, la merce rubata è stata ritrovata coperta da un telo bianco.

Secondo gli inquirenti, è possibile che qualcosa sia andato storto durante le operazioni di travaso su un mezzo più capiente – forse un furgone – dopo il primo trasporto avvenuto con una Fiat Panda rubata ai titolari della ditta confinante. Il veicolo è stato ritrovato poco dopo il furto. Non è escluso che i ladri, temendo di essere scoperti, abbiano deciso di nascondere temporaneamente il bottino con l’intenzione di tornare in un secondo momento per recuperarlo. Per questo motivo, la refurtiva è stata inizialmente tenuta sotto sorveglianza, ma nessuno è tornato a reclamarla, permettendo così il recupero e la restituzione ai legittimi proprietari.

I titolari di Rodensia, attivi da poco più di un mese nella nuova sede di via delle Industrie, hanno espresso la loro gratitudine agli investigatori, sottolineando l’impegno della sezione Reati contro il patrimonio della Mobile, che ha condotto le indagini con competenza e professionalità. Filippo Rossi, in rappresentanza dell’azienda, aveva già commentato all’indomani del furto: «Siamo un team giovane che ha scelto di investire nel territorio. È stato un duro colpo, ma siamo pronti a rialzarci».

Il furto era stato particolarmente violento: oltre al muro sfondato, i malviventi avevano distrutto l’impianto d’allarme e le telecamere interne, agendo con precisione e rapidità. Tuttavia, questa volta, la risposta investigativa ha permesso di limitare i danni e di restituire quasi integralmente la merce, perlopiù intatta, nonostante la sua delicatezza.

Le indagini restano aperte per identificare gli autori del colpo, mentre la vicenda si chiude con un finale parzialmente positivo per l’azienda, che può ora riprendere la propria attività con maggiore serenità.

 

Redazione

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