Revolver in hotel a Bergamo: i due ucraini non rispondono al gip e restano in carcere

In via Borfuro trovati un’arma clandestina carica e 10mila euro in contanti: il giudice convalida gli arresti

 Restano in carcere i due cittadini ucraini arrestati a Bergamo dopo il ritrovamento di un revolver clandestino in un hotel di via Borfuro. I due uomini, di 32 e 55 anni, fermati giovedì 29 gennaio dagli agenti della Squadra Mobile, si sono presentati davanti al gip senza fornire alcuna spiegazione: sabato mattina, durante l’interrogatorio di convalida, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Assistiti dall’avvocato Paolo Maestroni, i due non hanno chiarito né le ragioni della loro presenza in città (che risulta essere la prima volta a Bergamo), né la provenienza e l’utilizzo della pistola rinvenuta in camera. Un silenzio che, secondo gli inquirenti, rende ancora più necessario ricostruire il contesto e le eventuali finalità della trasferta.

L’arma: revolver calibro 22 carico e pronto all’uso

Durante la perquisizione, la Polizia ha sequestrato un revolver “North American” calibro 22, risultato clandestino e soprattutto carico con cinque cartucce inserite nel tamburo. L’arma era stata occultata in un beauty case, elemento che ha aggravato la posizione degli indagati e aumentato l’attenzione investigativa.

Secondo quanto emerso, uno dei due uomini ha riferito in un primo momento che la pistola sarebbe stata di sua proprietà, ma davanti al gip entrambi hanno preferito non rilasciare dichiarazioni.

Custodia in carcere confermata: l’ipotesi dell’incontro con qualcuno

Il gip Federica Gaudino ha convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare in carcere, alla luce della gravità dei fatti e dei profili ancora da chiarire. L’indagine è coordinata dal pm Silvia Marchina: tra gli scenari considerati dagli investigatori c’è l’ipotesi che i due dovessero incontrare qualcuno a Bergamo, ma al momento non è stato ancora possibile capire chi fosse il contatto e per quale motivo.

Un elemento certo, ricostruito nelle ore successive al blitz, è che i quattro connazionali (due arrestati e due denunciati) si erano registrati in hotel mercoledì sera.

L’alert in Questura e il precedente per omicidio

L’intervento della Mobile è stato attivato dopo un alert automatico in Questura: il nome di uno dei presenti ha infatti fatto scattare la segnalazione. Uno dei denunciati, secondo quanto risulta, era stato condannato per omicidio in Ucrainaanni fa e aveva già scontato la pena.

10mila euro in contanti e accertamenti su auto e revolver

Nell’appartamento utilizzato dal gruppo, oltre all’arma, la Polizia ha trovato anche 10mila euro in contanti, ulteriore dettaglio ora oggetto di approfondimenti.

Sono stati svolti rilievi dalla Polizia Scientifica nelle camere e sull’arma. Accertamenti anche sull’auto utilizzata dai quattro, una Land Rover Defender intestata a una società italiana, su cui sono in corso verifiche per chiarire disponibilità e utilizzo del mezzo.

Nessun collegamento, per ora, con la morte dell’ex banchiere Adarich

Nelle prime ore successive all’arresto, era circolata l’ipotesi di un possibile legame con la morte di Oleksandr Adarich, ex banchiere ucraino e tra gli uomini più ricchi del Paese, trovato senza vita nel cortile di un b&b di lusso a Milano. Al momento, però, non sono emersi elementi concreti che colleghino i due episodi.

L’inchiesta prosegue per chiarire origine dell’arma, ruolo dei quattro ucraini e finalità della trasferta a Bergamo, in un caso che resta aperto e ancora pieno di interrogativi.

Redazione

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