Il 2025 si chiude con un quadro a doppia velocità per il sistema produttivo bergamasco. Da un lato l’industria manifatturiera, che resta in una fase di sostanziale stabilità; dall’altro l’artigianato, protagonista di una ripresa robusta che riporta la produzione su nuovi massimi.
Nel quarto trimestre dell’anno, le imprese industriali con almeno 10 addetti segnano un +0,4% su base annua, rallentando rispetto al +1,2% del trimestre precedente. L’artigianato manifatturiero (imprese con almeno 3 addetti) mette invece a segno un +3,4%, consolidando una crescita avviata già a fine 2024.
Industria: stabilizzazione e attesa dei mercati esteri
Il bilancio complessivo del 2025 per l’industria bergamasca si attesta a -0,2%, in miglioramento rispetto al -0,9% del 2023 e al -1% del 2024. Un segnale di assestamento in un contesto ancora fragile.
L’andamento trimestrale è stato altalenante: calo nel primo trimestre (-0,3%), recupero nella parte centrale dell’anno (+0,4% e +0,3%) e nuova flessione nell’ultima frazione (-0,1%). La meccanica resta il settore più esposto, penalizzato dalla debolezza del sistema industriale tedesco e dall’incertezza sugli investimenti. In difficoltà anche moda, chimica e mezzi di trasporto, mentre alimentare, carta-stampa e gomma-plastica offrono contributi positivi.
Il fatturato industriale chiude l’anno a +0,6%, nonostante una lieve flessione congiunturale nel quarto trimestre (-0,3%). Più critico il fronte degli ordini, tornati in territorio negativo (-1,7%), soprattutto sul mercato interno. L’occupazione registra un calo dello 0,6% nell’ultimo trimestre e una sostanziale stabilità su base annua (-0,1%), interrompendo quattro anni consecutivi di crescita.
Guardando al 2026, le aspettative migliorano sul fronte della domanda estera, con un saldo previsionale positivo (+5). Proprio dai mercati internazionali potrebbe arrivare l’impulso decisivo, anche alla luce dei piani di espansione fiscale annunciati in Europa, in particolare dalla Germania, pur con le incognite legate alle tensioni commerciali globali.
Artigianato: produzione ai massimi e occupazione in aumento
Decisamente più dinamico il comparto artigiano. Dopo il +5,8% del terzo trimestre, il +3,4% dell’ultimo scorcio d’anno consolida una crescita che porta il bilancio 2025 a +3%, recuperando interamente la flessione dell’anno precedente.
Le variazioni congiunturali confermano un ritmo sostenuto, soprattutto nella parte centrale dell’anno. Il fatturato chiude a +2,3%, nonostante una lieve flessione nell’ultimo trimestre (-0,4%). Gli ordini registrano una moderata correzione (-0,3%) dopo cinque trimestri consecutivi positivi.
Sul piano occupazionale, l’artigianato mostra segnali di rafforzamento: +1,6% nella media del 2025, con un incremento dell’1,1% nel solo quarto trimestre. Le scorte restano contenute, coerentemente con un modello produttivo orientato al just in time.
Le aspettative restano prudenti, con un saldo negativo sulla produzione (-14 punti), ma migliora la fiducia sulla domanda estera, tornata in area neutra.
Un’economia in assestamento
Il 2025 restituisce dunque un sistema produttivo provinciale che cerca un nuovo equilibrio. L’industria appare in fase di stabilizzazione, mentre l’artigianato si conferma motore della crescita locale.
In un contesto internazionale ancora incerto, la capacità di intercettare nuovi investimenti e rafforzare la competitività sui mercati esteri sarà decisiva per trasformare la fase di resistenza in una nuova stagione di sviluppo per la Bergamasca.
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