Sono 40 le proposte presentate a Rfi per progettare il nuovo ponte San Michele, l’infrastruttura destinata ad affiancare quello esistente tra Calusco e Paderno d’Adda. Un numero significativo di candidature che conferma l’interesse suscitato dal concorso e che apre ora una fase decisiva: quella della selezione.
Il termine per consegnare le cosiddette “proposte ideative” era fissato alle 12 di lunedì 31 agosto. La scadenza era stata inizialmente programmata per il 20 luglio, ma successivamente Rfi aveva deciso di concedere più tempo ai partecipanti in considerazione delle numerose richieste di chiarimento e delle manifestazioni d’interesse provenienti dai professionisti.
Adesso tutta l’attenzione si sposta sulla commissione giudicatrice, chiamata a esaminare il materiale presentato e a effettuare una selezione particolarmente significativa. Delle quaranta proposte iniziali, infatti, soltanto tre potranno accedere alla seconda fase.
Solo tre progetti supereranno la prima selezione
La procedura prevista da Rfi si articola in più passaggi e la prima valutazione avrà il compito di ridurre drasticamente il numero delle candidature.
I componenti della commissione giudicatrice, i cui nomi non risultano ancora pubblicati, dovranno analizzare le idee progettuali e individuare i tre concorrenti ammessi alla fase successiva.
Per i finalisti inizierà quindi un ulteriore lavoro. Le tre proposte selezionate dovranno essere sviluppate in maniera più approfondita rispetto a quanto presentato nella fase iniziale. Saranno richiesti documenti ed elaborati caratterizzati da un livello di dettaglio superiore, così da permettere una valutazione più completa delle differenti soluzioni.
Soltanto al termine di questo secondo passaggio verrà individuato il progetto vincitore per il nuovo ponte San Michele.
Il numero delle candidature ricevute rende particolarmente impegnativo il lavoro della commissione. Proprio per questo motivo sarà necessario verificare concretamente se il calendario inizialmente ipotizzato potrà essere rispettato.
Seconda fase, primi risultati attesi da ottobre
Il disciplinare della procedura contiene già un’indicazione temporale relativa al prossimo passaggio. A partire dal 1° ottobre è prevista la pubblicazione degli ammessi alla seconda fase.
Le quaranta proposte arrivate potrebbero però incidere sui tempi necessari per completare le valutazioni. Sarà quindi l’avanzamento concreto dell’attività della commissione a stabilire se le tempistiche indicate potranno essere mantenute.
Sul progetto pesa inoltre una scadenza ben più importante. Secondo le indicazioni attuali, infatti, l’attuale ponte San Michele dovrebbe terminare il proprio servizio nel 2030.
La necessità di arrivare alla realizzazione della nuova infrastruttura rende quindi particolarmente rilevante il rispetto delle diverse fasi previste dal percorso progettuale.
Un nuovo ponte ferroviario e stradale
Il futuro ponte dovrà rispondere contemporaneamente a esigenze trasportistiche e architettoniche. Rfi ha infatti previsto la realizzazione di un’infrastruttura promiscua destinata sia al traffico ferroviario sia a quello stradale.
Un elemento centrale riguarda anche la sua posizione. Il nuovo manufatto dovrà sorgere in stretto affiancamento all’attuale ponte San Michele, inserendosi quindi in un contesto già fortemente caratterizzato dalla presenza della storica infrastruttura.
Proprio la particolare collocazione rappresenta una delle principali sfide affidate ai progettisti.
Il disciplinare sottolinea infatti la necessità di preservare un contesto paesaggistico considerato di assoluto rilievo. Il nuovo ponte non dovrà quindi essere pensato esclusivamente come una risposta alle esigenze della mobilità, ma dovrà confrontarsi direttamente con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’area attraversata.
Qualità architettonica e tecnologia tra i criteri
Le indicazioni di Rfi attribuiscono un ruolo importante anche all’identità estetica e tecnologica della futura opera.
Il nuovo ponte dovrà configurarsi come un’opera di architettura contemporanea, capace di esprimere qualità progettuale e una precisa riconoscibilità dal punto di vista tecnologico.
La sfida sarà dunque trovare un equilibrio tra funzionalità, inserimento paesaggistico e valore architettonico, considerando anche la vicinanza con il ponte esistente.
Le quaranta proposte rappresentano soltanto il punto di partenza di questo percorso. La prima selezione permetterà di individuare le tre idee ritenute maggiormente adatte a essere approfondite, prima della scelta definitiva.
Con il 2030 indicato come orizzonte per il pensionamento dell’attuale ponte San Michele, il percorso verso la nuova infrastruttura entra ora in una fase determinante. La commissione dovrà esaminare le quaranta candidature e individuare le tre soluzioni che continueranno a contendersi la realizzazione del nuovo collegamento tra Calusco e Paderno d’Adda.
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