Camion in transito vietato: casi in crescita sul Ponte San Michele

Tra deviazioni di percorso, controlli e nuove criticità viarie, il territorio tra Bergamo e Lecchese registra un aumento significativo dei mezzi pesanti sul Ponte San Michele dopo la chiusura del ponte di Brivio, con interventi istituzionali e ipotesi di nuove misure di sicurezza

Ponte San Michele Calusco Paderno

Prefettura e aumento dei flussi di traffico sul San Michele

In sede di Prefettura, durante una riunione convocata il giovedì, è stato affrontato l’aumento del traffico sul Ponte San Michele, fenomeno legato alla chiusura del ponte di Brivio per lavori di messa in sicurezza. È stato riferito che i flussi giornalieri sarebbero passati da circa 26 mila mezzi prima del 4 maggio a circa 44mila nella settimana più recente, evidenziando una crescita considerevole della pressione viaria sull’infrastruttura.

Chiusura del ponte di Brivio e cambio dei percorsi 

A partire dal 4 maggio, data di chiusura del ponte di Brivio, si sarebbe verificato un cambiamento nei percorsi anche dei camion provenienti sia dalla sponda bergamasca dell’Adda sia da quella lecchese. Secondo quanto riportato, alcuni autotrasportatori avrebbero iniziato a utilizzare il Ponte San Michele, nonostante il divieto assoluto di transito per i mezzi pesanti sul viadotto tra Calusco e Paderno.

Sanzioni e controlli: la videosorveglianza

Dai sistemi di videosorveglianza installati sul viadotto sarebbe emerso il passaggio di cinque camion dal 4 maggio, tutti successivamente sanzionati. Inoltre, due ulteriori mezzi pesanti sarebbero stati fermati dalla Polizia Locale prima dell’ingresso sul Ponte San Michele. L’assessore ai lavori pubblici e consigliere provinciale Massimo Cocchi avrebbe evidenziato come, in passato, episodi simili avvenissero raramente, mentre nell’ultimo periodo si sia registrato un incremento anomalo, ritenuto non casuale.

Ipotesi di intervento: segnaletica e dissuasori

Nel corso del confronto istituzionale, il Comune di Calusco d’Adda avrebbe avanzato due possibili soluzioni. La prima prevede la richiesta ad ANAS di potenziare la segnaletica, sia sul versante bergamasco sia su quello lecchese, per rafforzare il divieto di accesso ai mezzi pesanti e indirizzare il traffico verso il ponte Cantù di Calolziocorte.

La seconda ipotesi riguarderebbe l’installazione di dissuasori all’ingresso del ponte, proposta che dovrebbe essere inoltrata a RFI. Tuttavia, tale soluzione risulterebbe al momento bloccata a seguito del parere negativo dei Vigili del Fuoco, che avrebbero segnalato possibili criticità per il passaggio dei mezzi di emergenza.

Redazione

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