C’è il sospetto che sia stato aggirato l’embargo verso la Russia, attraverso le sanzioni dopo la guerra in Ucraina imposte dall’UE, sull’incremento delle esportazioni delle aziende bergamasche verso i Paesi dell’Est Europa, ex Urss. Un interrogativo che del resto si è posto anche il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Carlo Mazzoleni, commentando gli ultimi dati sull’export della produzione locale. Ricordando come tuttavia l’incremento delle vendite verso i Paesi ex Urss abbia compensato solo a metà il calo delle esportazioni in Russia a seguito delle sanzioni.
Dal primo semestre del 2021 l’export verso Kazakistan, Uzbekistan, Georgia, Armenia e altri Paesi dell’area di influenza russa è cresciuto del 67% dal primo semestre 2021. Con un balzo, nel valore delle merci bergamasche esportate, di 25 milioni di euro. Anche se va evidenziato come solo nel primo semestre del 2023 dall’area bergamasca siano stati esportati beni per 56 milioni verso la Russia, con un calo del 24% rispetto al 2022 e addirittura del 50% nel confronto con il 2021.
Una lente che si è accesa soprattutto per la tipologia di alcune merci partite alla volta dei Paesi ex Urss: tecnologie d’avanguardia, componenti elettroniche e software, alcuni tipi di macchinari e attrezzature per il trasporto e il settore energetico che sono tra quelle di cui è vietata la vendita.
Un fenomeno che, del resto, non riguarda soltanto l’area bergamasca. Anche se, vista la tipologia delle manifatture di questa zona, il timore che la sanzioni imposte alla Russia siano state aggirate è alto.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.