A Terno d’Isola, fari, paraurti, cofano e targa sono spariti da un’auto parcheggiata nel cimitero. Rosella Consonni, componente della lista civica “Terno Attiva”, ha segnalato l’accaduto alla Polizia Locale: “Stando alle voci, non è il primo episodio. Ma ora abbiamo una prova”. Guardando l’immagine, si ipotizza che i responsabili siano i cosiddetti “car cannibals”, professionisti del furto di parti di ricambio auto.
“Cannibali delle auto”, un fenomeno in crescita
In Italia, soprattutto a Roma, il fenomeno dei furti di parti auto ha registrato un aumento del 25% nei primi mesi dell’anno. Il Corriere della Sera ha dedicato un articolo a questo fenomeno, citando il portavoce del Codacons, Stefano Zerbi: “La crisi dei pezzi di ricambio, che costano tra il 40 e il 50% in più rispetto a tre anni fa, ha innescato una spirale di furti su commissione”. Le batterie di “professionisti” si muovono per le città notte e giorno, alimentando un mercato illegale fiorente. Secondo l’ultima ricerca dell’Aiped (Associazione Italiana Periti Estimatori di Danni), le batterie al litio dei veicoli elettrici sono i pezzi di ricambio più rubati, con un danno che può raggiungere i 10.000 euro. A Milano e Roma, nel 2023, i furti di ricambi auto sono aumentati di oltre il 20% rispetto all’anno precedente. Federcarrozzieri e Codacons hanno segnalato un incremento del 30% nelle richieste di aiuto da parte di persone rimaste senza pezzi delle loro auto.
Oltre alle batterie, i ricambi più rubati sono videocamere, paraurti, fari, cerchi in lega e marmitte catalitiche. I modelli di auto più colpiti sono Smart, Fiat 500 e Fiat Panda. La crisi dei pezzi di ricambio ha reso queste parti molto richieste sul mercato nero, aggravando la situazione.
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