Sebastian Maciel Vergas, affettuosamente chiamato Sebi, è volato in cielo venerdì mattina a soli 7 anni. Nonostante la giovane età , Sebi aveva un sogno ben preciso: voleva diventare un poliziotto per sconfiggere i cattivi. La sua vita è stata segnata da una battaglia continua contro una malattia che, per tre lunghi anni, ha cercato di portargli via la sua voglia di vivere.
Morte di Sebastian Maciel Vergas: una comunità unita nel dolore
La famiglia di Sebi, composta dalla mamma Ana di 29 anni e dal papà Esteban di 31, è circondata dall’affetto di parenti, amici e dell’intera comunità del quartiere di San Tomaso. Sebi era molto conosciuto e amato nel quartiere, frequentava spesso l’oratorio e lasciava un segno di gioia ovunque andasse. I genitori, con gli occhi pieni di lacrime, ricordano il suo carattere solare e coraggioso: “Non ha mai chiesto perché fosse successo proprio a lui, e non ha mai fatto pesare la sua sofferenza“, hanno raccontato i familiari a L’Eco di Bergamo. Il percorso di Sebi è stato caratterizzato da numerosi interventi e cicli di chemioterapia. Dopo un’operazione, aveva perso la mobilità del braccio sinistro, ma continuava a lottare con tutte le sue forze. Era stato ricoverato all’Istituto nazionale dei tumori a Milano, dove il personale sanitario lo trattava con affetto e cura, facendolo sentire a casa nonostante le difficoltà .
Anche dopo una complessa operazione al cuore, Sebi dimostrava la sua voglia di vivere. “Il giorno stesso dell’operazione voleva subito alzarsi, non voleva stare sdraiato perché era aggrappato con tutto se stesso alla vita“, ricorda la mamma. Era un bambino vivace, che amava nuotare, colorare e disegnare, con una particolare passione per gli arcobaleni. Sebi frequentava la scuola primaria Biffi nel quartiere. Anche quando la malattia non gli permetteva più di andare in classe, non rinunciava ad accompagnare i suoi cugini a scuola. La sua malattia, però, si è fatta sempre più aggressiva, colpendo anche la colonna vertebrale e facendogli perdere l’equilibrio e la mobilità . Nonostante ciò, il suo spirito rimaneva indomito.  La famiglia di Sebi è in Italia da 13 anni e ha trovato una comunità accogliente e solidale nel quartiere di San Tomaso de’ Calvi. “Esprimo vicinanza alla famiglia – ha detto il parroco, don Giuseppe Rossi -. siamo addolorati per la perdita di un piccolo bambino e vicini al dolore di questa famiglia“.
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