A Bergamo ci sono 104.470 potenziali posti di lavoro, ma il 43,7% di queste figure, secondo quanto dichiarato dagli imprenditori, non si trova. Una percentuale distante dal 52,5% di Bolzano, dove si registra l’indice di difficoltà più alto nella classifica stilata dalla Cgia di Mestre tra le province italiane su dati Excelsior Unioncamere e Arpal. Ma comunque al di sopra della media nazionale dell’indice di difficoltà , che si attesta al 40,5%.
Quanto alle figure richieste, in Lombardia si stima che ci siano posti di lavoro pronti quasi 76mila figure non qualificate e servizi di pulizia, ma di questi, oltre 21.700 resteranno vacanti. Le figure più difficili da trovare sono camerieri e addetti alla ristorazione (46.850 il fabbisogno, 22.640 i posti che, si stima, resteranno vacanti) e addetti agli affari generali (12.760 figure introvabili tra le 36.850 che servono).
A livello nazionale, le figure più difficili da reperire sono gli specialisti in saldatura elettrica (la ricerca degli imprenditori fallisce in 8 casi su 10) e medici di medicina generale. Risultano “rari” anche gli ingegneri elettronici e in telecomunicazioni, gli intonicatori, i meccanici collaudatori, gli infermieri e attività affini della sanità , i tecnici elettronici, tappezzieri e materassai, ingegneri elettrotecnici, operai addetti a macchinari per la filatura, la tessitura e la maglieria, installatori di infissi.
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