Videosorveglianza anti-abbandono rifiuti a Bergamo

Un primo passo verso la soluzione, risultati promettenti e sfide ambientali

Il problema delle strade trasformate in discariche illegali ha richiesto una risposta immediata e efficace da parte delle autorità competenti nella Provincia di Bergamo. La crescente diffusione di sporcizia lungo le carreggiate, comprese piazzole di sosta e tratti come la Tangenziale Sud, ha generato gravi conseguenze sia dal punto di vista ambientale che economico.

Per affrontare questa situazione, la Provincia di Bergamo ha lanciato un innovativo sistema di videosorveglianza nel mese di luglio, che, anche se ancora in fase sperimentale, ha già dato i suoi primi risultati. Questo progetto è stato reso possibile grazie a un contributo di 200 mila euro fornito dalla Regione Lombardia, rendendo la Provincia di Bergamo la prima nella regione ad avviare una simile iniziativa.

Il sistema di videosorveglianza è stato implementato su 12 postazioni di controllo lungo le strade provinciali. Queste telecamere fisse, operative 24 ore su 24, sono state posizionate in punti strategici come la ex strada statale 472 var “Treviglio-Casirate-Arzago d’Adda,” la strada provinciale 35 “Bergamo-Nembro” tra Alzano e Villa di Serio e l’asse interurbano tra la città e Curno. Ogni postazione comprende una telecamera “di contesto,” attivata da movimenti come l’avvicinamento di veicoli, e un’altra per la lettura delle targhe.

Finora, questo sistema ha consentito di sanzionare 33 violazioni legate all’abbandono di rifiuti lungo le strade provinciali. Le sanzioni variano in base alla gravità dell’infrazione e al contenuto dei sacchi abbandonati, con importi che vanno da 42 euro per infrazioni minori fino a 600 euro per le più gravi. Inoltre, con il cambiamento normativo intervenuto da ottobre, è ora possibile rischiare una denuncia penale.

Il Centro di controllo remoto gestito dalla Provincia monitora costantemente le telecamere fisse e reagisce prontamente alle infrazioni rilevate. Tuttavia, nonostante l’efficacia iniziale del sistema e l’effetto deterrente iniziale causato dagli articoli sui media, il problema dell’abbandono illegale dei rifiuti persiste, dimostrando una mancanza di cultura ambientale diffusa tra la popolazione.

Questo comportamento non solo danneggia l’ambiente ma comporta anche notevoli spese per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti, con una media di circa 200 mila euro all’anno. Alcune situazioni estreme, come la scoperta di fusti pieni di liquame sotto un cavalcavia sulla Rivoltana, hanno richiesto spese ulteriori, tra i 4 e i 5 mila euro, per lo smaltimento attraverso ditte specializzate.

Redazione

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