Massimiliano Cavaliere, attualmente in carcere a seguito della condanna per lo scandalo Maxwork, è stato assolto dall’accusa di evasione per un episodio avvenuto il 26 settembre 2019. Quel giorno, Cavaliere, che si trovava ai domiciliari nella sua villa di Capriate San Gervasio, non ha risposto ai carabinieri che erano venuti a verificare la sua presenza.
Presunta evasione: assolto Massimiliano Cavaliere
I militari suonarono al citofono, ma non ottenendo risposta, registrarono l’assenza di Cavaliere, ipotizzando una fuga. Tuttavia, mezz’ora dopo, Cavaliere contattò la caserma, spiegando di avere problemi con il citofono e avvertendo che potrebbe non sentirlo se i carabinieri fossero tornati. L’analisi del suo telefono, che era sotto controllo, rivelò che si era collegato a una cella diversa da quella della sua abitazione, rafforzando l’ipotesi di evasione.
Durante il processo, gli avvocati difensori Paolo Casetta e Valentino Sacco sono riusciti a dimostrare che il citofono di Cavaliere era realmente guasto. Questo è stato confermato anche dai carabinieri stessi, che notarono anomalie nell’apparecchio. Inoltre, è stato spiegato che il telefono di Cavaliere, come altri nella zona, agganciava spesso celle diverse a causa della copertura variabile. Alla luce di queste prove, il tribunale ha assolto Cavaliere dall’accusa di evasione, riconoscendo che non aveva commesso il fatto. Questo caso mette in evidenza l’importanza della verifica accurata delle condizioni tecniche degli strumenti utilizzati per il controllo delle misure cautelari.
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