Nonostante gli sforzi continui, non si trova ancora Claudio Togni, il 59enne di Paladina disperso da venerdì mattina (28 giugno) nelle acque del fiume Adda. Togni, uno dei tecnici più esperti della Italgen di Villa di Serio, era al lavoro sulla diga di Concesa quando è caduto nel fiume.
Nessuna traccia di Claudio Togni: si tenta con la telecamera subacquea
Le ricerche, iniziate sabato mattina intorno alle 9, sono proseguite per tutto il giorno, coinvolgendo le unità specializzate dei vigili del fuoco e i sommozzatori, inclusi quelli di Treviglio. L’area perlustrata si estende per circa 3 chilometri tra Concesa (Trezzo d’Adda) e la diga Sant’Anna a Canonica, ma senza esito. L’elevata portata d’acqua e le correnti forti rendono impossibile immergersi nel tratto del fiume dove si è verificato l’incidente. Le ricerche si sono quindi concentrate sulla superficie dell’acqua, utilizzando gommoni, droni e un elicottero. Domenica, i sommozzatori di Treviglio tenteranno di utilizzare una telecamera subacquea per esplorare i fondali. Tuttavia, le difficoltà non mancheranno: grossi massi e la forte corrente potrebbero ostacolare la visuale. La strumentazione sarà immersa solo nei punti dove l’acqua è più calma, nella speranza di trovare qualche indizio.
Il giorno della caduta, Togni aveva scambiato il turno di lavoro, nonostante fosse il giorno della maturità di uno dei suoi figli, dimostrando ancora una volta la sua dedizione. Stava lavorando sul ponte pedonale sospeso dietro il cavalcavia dell’autostrada A4, vicino a una delle chiuse della diga di Concesa. Durante la procedura di chiusura di una diga di sbarramento, è caduto in acqua. I colleghi presenti hanno subito cercato di aiutarlo e hanno dato l’allarme. Secondo le testimonianze, Togni è stato visto quasi raggiungere la riva prima di essere trascinato via dalla corrente. Sul posto sono intervenuti specialisti dei vigili del fuoco, sanitari del 118, carabinieri e ispettori dell’Ats. Ora spetta a questi ultimi chiarire le cause della caduta. Si ipotizza che possa essere stata causata da una manovra errata o dal peso dell’imbracatura, che potrebbe avergli impedito di rimanere a galla. Intanto, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo d’indagine per far luce sull’accaduto.
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