La Valle di Scalve si prepara a commemorare il disastro della diga del Gleno, avvenuto il 1° dicembre 1923. Domenica 24 novembre si terrà una fiaccolata organizzata dalle parrocchie di Vilminore, Pezzolo e Vilmaggiore, dando il via a una serie di iniziative che culmineranno il 1° dicembre.
Il programma della fiaccolata
Il ritrovo per la fiaccolata è fissato alle ore 14 a Pianezza, da dove i partecipanti saliranno ai ruderi della diga. Qui avverrà l’accensione della fiaccola, che accompagnerà il corteo verso Bueggio. Alle 16.30, al ponte di Bueggio, saranno deposti dei fiori in memoria delle vittime del disastro, che il 1° dicembre di 100 anni fa travolse questa frazione con una devastante ondata d’acqua. A seguire, alle 17, nella chiesa di Bueggio, verrà celebrata una Messa in suffragio delle vittime.
Eventi del centenario
La commemorazione prosegue sabato 30 novembre con iniziative dedicate agli studenti dell’istituto «Olivelli Putelli» di Darfo Boario Terme. Alle 10, nell’aula magna della scuola, saranno presentati progetti futuri dedicati alla memoria del Gleno, previsti per il 2025. Alle 11, nella chiesa Sacro Cuore di Corna, si terrà un recital, mentre nel pomeriggio, alle 15.30, il municipio di Angolo ospiterà la presentazione di un libro di Francesco Zeziola dedicato ai sopravvissuti del disastro.
Gli appuntamenti del 1° dicembre
La giornata clou sarà domenica 1° dicembre. Alle 10.30, nella chiesa del Dezzo, verrà celebrata una Messa commemorativa. Nel pomeriggio, alle 16.30, il cinema di Schilpario proporrà lo spettacolo «La ciclopica costruzione. Il disastro del Gleno e le sue storie», un evento che ripercorrerà le vicende legate alla tragedia. Inoltre, una «staffetta della memoria» si snoderà tra Bueggio e Corna di Darfo, con diversi momenti di riflessione lungo il percorso.
Per non dimenticare
Questi eventi testimoniano l’impegno della comunità scalvina nel mantenere viva la memoria di una tragedia che segnò profondamente il territorio. Il disastro del Gleno, causato dal cedimento della diga, provocò la morte di centinaia di persone e rappresenta ancora oggi un monito sull’importanza della sicurezza e della prevenzione.
Foto: Fai.it
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