Le previsioni meteo per i prossimi giorni indicano una situazione stabile, con il sole che continuerà a dominare almeno fino all’Epifania. Tuttavia, l’assenza di precipitazioni aggrava il problema della qualità dell’aria, con livelli di polveri sottili come PM10 e PM2.5 in costante aumento.
Sole e alta pressione fino a San Silvestro
Le giornate che accompagnano la fine del 2024 sono caratterizzate da un persistente regime di alta pressione. Il tempo rimane asciutto e soleggiato, con possibili banchi di nebbia nelle ore notturne, soprattutto nelle zone di pianura. Le condizioni, favorevoli per attività all’aperto, nascondono però un lato negativo: la qualità dell’aria continua a peggiorare, rendendo l’atmosfera sempre più carica di inquinanti.
In montagna, il fenomeno dell’inversione termica mantiene temperature più alte in quota rispetto alle valli. La domenica appena trascorsa ha visto massime di quasi nove gradi a duemila metri, mentre a mille metri si sono registrati non più di tre gradi. Questo scenario dovrebbe proseguire per qualche giorno, favorendo escursioni e passeggiate, ma resta necessario prestare attenzione al ghiaccio nelle aree ombreggiate.
Possibili cambiamenti dopo l’Epifania
La situazione potrebbe evolvere con l’arrivo del 2025. Le proiezioni a medio termine indicano un indebolimento dell’alta pressione tra mercoledì e giovedì, con il ritorno di annuvolamenti e nebbie nelle zone pianeggianti. Anche se nel breve periodo non sono previste precipitazioni significative, intorno all’Epifania potrebbe arrivare qualche pioggia, accompagnata da un abbassamento delle temperature.
In pianura, le minime attuali intorno ai 2-3 gradi potrebbero scendere sotto lo zero, portando gelate diffuse. Questo calo termico, associato a un possibile arrivo di aria fredda, potrebbe segnare il ritorno di un clima più tipico del periodo invernale.
Deficit di neve e preoccupazioni climatiche
Uno degli aspetti più preoccupanti di questo inverno è la carenza di neve. In montagna si registra un deficit compreso tra il 75% e l’85% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Questo fenomeno non solo influenza il paesaggio invernale, ma ha anche ripercussioni importanti sulle riserve idriche e sull’ecosistema montano.
Le autorità invitano a considerare l’impatto delle attività umane sull’ambiente, chiedendo anche di limitare l’uso di fuochi d’artificio per festeggiare il nuovo anno. I fuochi, infatti, non solo spaventano gli animali, ma contribuiscono ulteriormente all’inquinamento atmosferico già elevato.
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