A Pontirolo Nuovo, il caso dell’omicidio di Roberto Guerrisi ha portato a un nuovo sopralluogo da parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Lunedì 30 dicembre, i militari del Nucleo Investigativo di Treviglio hanno proseguito le ricerche dell’arma del delitto, presumibilmente una pistola calibro 6,35 detenuta illegalmente. Le operazioni hanno coinvolto tecnologie avanzate, tra cui metal detector, cani addestrati e droni, esplorando anche i tetti e le aree circostanti.
L’omicidio e la ricostruzione dei fatti
L’episodio risale a sabato 28 dicembre, quando Guerrisi, 42 anni e residente a Boltiere, è stato colpito mortalmente da colpi di pistola all’ingresso della Db Car. Secondo le indagini preliminari, l’autore del delitto sarebbe Rocco Modafferi, zio del fidanzato della figlia della vittima. L’uomo avrebbe esploso due colpi attraverso una grata, colpendo Guerrisi al volto.
L’episodio è avvenuto dopo che la figlia ventenne della vittima aveva denunciato un’aggressione subita dal fidanzato, riportando un occhio nero. Guerrisi si era recato due volte sul luogo, prima nella mattinata e poi nel pomeriggio, accompagnato da alcuni familiari, probabilmente per chiedere spiegazioni. Durante il secondo confronto, la tensione tra le due famiglie è culminata in tragedia.
Le indagini e il contesto
Sul luogo del delitto sono stati trovati due bossoli di proiettile, ma l’arma del delitto non è stata ancora recuperata. Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e confermare le responsabilità. Alla guida delle operazioni il maggiore Antonio Stanizzi e il tenente Emanuele Ruggiero, che hanno supervisionato le ricerche con il supporto dei vigili del fuoco.
L’area circostante è stata ispezionata accuratamente, compresi i tetti e le strutture vicine. Le autorità sperano che l’utilizzo di tecnologie avanzate possa fornire elementi decisivi per le indagini.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.