Malore improvviso: addio a Mario Frutti, appassionato di ciclismo e volontario a Trescore

Mario Frutti, 73 anni, padre dell’ex ciclista professionista Matteo Frutti, è morto improvvisamente in strada a Trescore. Grande appassionato di ciclismo e attivo in parrocchia, lascia un vuoto nella comunità.

incidente

Un malore improvviso ha stroncato Mario Frutti, 73 anni, muratore in pensione di Trescore, mentre camminava lungo viale Rimembranze nella mattinata di ieri. La tragedia è avvenuta intorno alle 11, quando Frutti, di ritorno dalla Messa e da una visita al cimitero, si è accasciato sul marciapiede, sotto gli occhi di alcuni passanti.

I tentativi di rianimazione

Nonostante i tempestivi tentativi di rianimazione da parte di due residenti e l’arrivo del personale del 118, per Mario Frutti non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. La salma è stata trasportata nella casa del commiato Monieri in via Roma. I funerali si terranno giovedì alle 10 presso la chiesa parrocchiale di Trescore.

La passione per il ciclismo

Mario Frutti era conosciuto in paese e in tutta la zona per la sua grande passione per il ciclismo. Ex giudice nazionale di gara, aveva seguito competizioni in tutta Italia prima di limitarsi alle gare in Lombardia negli ultimi anni. La sua dedizione per le due ruote ha ispirato soprattutto il figlio Matteo, ciclista professionista dal 1998 al 2002, con partecipazioni al Giro d’Italia e al Tour de France.

“Amava il ciclismo e lo viveva con entusiasmo”, raccontano i figli Matteo, Marco, Massimo e Martina. “Era instancabile, percorreva ancora tanti chilometri in bici o a piedi. Lo abbiamo visto pochi giorni fa, tra il traffico del Cassinone, con la sua bici da corsa”.

Un pilastro della comunità

Oltre alla passione sportiva, Mario Frutti era molto attivo nella vita comunitaria. Dopo il pensionamento, si dedicava come volontario alla parrocchia, aiutando il parroco nella gestione della chiesa e occupandosi anche di piccoli lavori di muratura. “Lo chiamavamo scherzosamente ‘chierichetto”, ricorda la figlia Martina, evidenziando il legame affettuoso con la comunità parrocchiale.

Il dolore dei familiari

“Lo aspettavamo per pranzo, dovevamo mangiare tutti insieme le lasagne,” raccontano i figli a L’Eco di Bergamo. “Era in ritardo e ci siamo preoccupati. Quando abbiamo chiamato il cellulare, hanno risposto i carabinieri”. La notizia ha gettato nel dolore la famiglia e tutta Trescore, che ricorda Mario come una persona solare, sportiva e sempre pronta ad aiutare.

Redazione

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